In studio con i Linkin Park

Scritto da Staff, il 18 Aprile 2014


Brad è stato intervistato da Premier Guitar e, dopo aver mostrato e descritto la strumentazione, ha parlato del sound che si è impegnato a creare per The Hunting Party.

Ecco la traduzione dell'articolo:

Brad Delson dei Linkin Park mi ha colto di sorpresa nell'atrio del Larrabee, a North Hollywood, California, studio dove stava lavorando su un nuovo album, The Hunting Party. I testi pieni di angoscia del gruppo, insieme alle parti di chitarra corpose e minacciose, porterebbero a pensare che Delson sia ostile, con quell'aria ribelle. Invece è stato cortese e avvicinabile, addirittura raggiante. Sfoggiando capelli ricci, barba e occhiali con montatura di corno, sembra meno nu-metallaro di un ragazzo appena diplomato.

"Seguimi attorno al tavolo da biliardo" ha detto, conducendomi nella control room dello studio, visibilmente eccitato nel mostrare il suo ultimo lavoro. Tutto nella stanza era organizzato in modo che fosse immacolata. Ci sono due supporti di chitarre organizzati per un uso facile e veloce. Sul tavolo del mixer ci sono quattro pennarelli di colori diversi allineati perfettamente. Una bambola di Albert Einstein dominava la scena dall'alto di uno scaffale ad angolo. Delson, che ha prodotto l'album con il membro del gruppo Mike Shinoda, è affondato in una poltrona Aeron nera dietro la scrivania. Gli occhi ancora luccicanti nonostante le ore passate in studio.

"Siamo stati qui cinque o sei giorni ogni settimana per circa cinque mesi", ha detto. "Questa settimana [il batterista] Rob [Bourdon] e Mike stanno registrando la batteria all'EastWest Studio, e io sono qui da solo a lavorare ad altri aspetti dei brani".

È la nuova metodologia del gruppo: scrivere da zero mentre si registra. Nei loro primi due album, Hybrid Theory (2000) e Meteora (2003), i Linkin Park hanno lavorato in un modo più tradizionale, scrivendo i brani prima di metterli su demo, e poi registrando tutto da capo in studio. Ma il gruppo ha imparato che la preparazione minuziosa non porta necessariamente a risultati più soddisfacenti.

"Quando lavoravamo con [il produttore] Rick Rubin [nel 2007 con Minutes to Midnight, nel 2010 con A Thousand Suns e nel 2012 con Living Things] gli portavamo un po' di demo assieme alle versioni registrate su cui avevamo passato giorni a lavorare in un perfetto ambiente in studio", ha ricordato Delson.

"Quando Rick ascoltava i pezzi, pensava sempre che le demo fossero più avvincenti. Quella era una costosa e dolorosa lezione di vita"

Ma per The Hunting Party, I Linkin Park hanno usato lo studio come uno strumento di composizione, registrando, trasportati dall'ispirazione, componendo i migliori brani e pezzi, mettendoli assieme come nuove canzoni. "Inizialmente nel processo, Mike ha scritto un po' di demo- roba indie, introversa, ispirata da cosa si sente in radio in questi giorni", ha detto Delson. "Ma li abbiamo cestinati in vista di pezzi più personali, qualcosa di più viscerale e aggressivo in un modo che solo noi potevamo fare".

Questo approccio "a braccio" ha lasciato aperta la possibilità di "incidenti", spiega Delson: "Qualcosa di non intenzionale potrebbe essere il sound migliore che faccio in tutta la giornata, e sapere come permettere a quegli errori di verificarsi e di, potenzialmente, dargli forma, è utile per creare musica grandiosa. Stiamo cercando di approcciare le cose con l'apertura mentale e la meraviglia dei bambini. Io mi immergo e suono la chitarra un sacco ogni giorno qui nello studio. Potrei liberamente improvvisare riff e pezzi per un'ora, e poi tornare indietro e ordinare registrando. Riordinare richiede molto più tempo del suonare. Ma quando sento qualcosa che mi piace dico "Quello!" e ci costruisco il brano attorno"

In passato, Delson si è spesso affaticato per comporre il perfetto sottofondo per una traccia, solo per scoprire che non funzionava bene come brano. Questa volta, dopo aver assemblato una collezione di riff grezzi, può passare il lavoro al cantante Chester Bennington perché lo prenda in considerazione. "Prima registravamo le parti vocali per ultime" dice Delson, "ma ora lo facciamo più vicini all'inizio (verso l'inizio) del processo, così sappiamo se una traccia sopravviverà come canzone. Potrebbe avere i migliori elementi musicali, ma se non porta a un grande pezzo vocale, allora è tempo di spostarsi sulla prossima [idea]".

Percependo che ero curioso sulle sue chitarre, Delson ne ha tirate un paio delle sue preferite. Ha parlato di quanto gli sia piaciuto utilizzare strumenti poco familiari come una Fender Mustang 1973 con le finiture blu e  una Gibson ES- 335 1970 con il suo color noce. Vedendo che una Gibson SG 1978 era assente da uno dei cavalletti, ha rimproverato il suo compagno [di band]: "Mike continua a portare la roba ovunque" ha detto, ridacchiando.

Delson è rimasto sollevato nel vedere che Shinoda non ha fatto sparire una chitarra appartenente a Ethan Mates, l’ingegnere del suono: una riedizione della Fender Stratocaster 1962 dalla serie Fender Custom Shop’s Time Machine, realizzato da Jason Smith in una finitura rosa corallo. Delson era così preso da questa chitarra che l’ha usata moltissimo nel disco. L’ha presa dal cavalletto e ha suonato una scala in Re minore con il tremolo. "Non so se sia per l'azione vera e propria [come suona] o per l’impostazione, ma questa chitarra è incredibile per me" ha detto. "E' versatile, perfetta sia per le parti soliste che per quelle di accompagnamento, ed ha questa ferocia caotica che sembra perfetta per il disco."

Delson ha abbassato la sesta corda della Stratocaster fino ad un Re e ha suonato un’aggressiva serie di power-chord in palm-muting. "Sarebbe più intuitivo suonare un passaggio heavy come quello su una chitarra con doppio humbucker, ma mi piace andare controcorrente. Con la Strat diventa una cosa diversa. Suona quasi come gli Helmet."

Delson è spesso associato alla PRS Custom 24, e nonostante la sua nuova affinità per la Stratocaster, non ha voltato le spalle alla vecchia compagna. "Amo la PRS", ha detto, guardandola teneramente . "E’ sempre stata perfetta per suonare dal vivo, ed è stato davvero bello coniugare i suoi timbri con quelli della Strat per la registrazione."

Più tardi Delson mi ha condotto in un corridoio, dove ha aperto un grande armadio pieno di pedali. Sul muro dietro c’erano aforismi dei grandi della musica ("Una canzone è tutto ciò che può camminare da sola", Bob Dylan... "Beh, se stasera trovi una nota che suona bene, suona la stessa dannata nota ogni sera!",  Count Basie).

"La maggior parte di questi pedali sono di Ethan" ha dichiarato Delson . "È sempre a cercare su eBay e ha messo insieme questa fantastica collezione. Molti di loro sono strani e rari, altri sono personalizzati. Ci sono momenti in cui un arrangiamento richiede qualcosa di fuori dall'ordinario e Ethan torna qui e sceglie un paio di pedali per creare un suono unico e particolare. In alcuni casi non si può nemmeno dire che sembri una chitarra." Mi ha mostrato i pedali utilizzati principalmente sul nuovo disco, tra cui un Z.Vex Super Hard-On, un Electro-Harmonix Holy Grail Reverb e un Dr. Scientist Reverberator.

Delson ha aperto le porte ad una sala per mostrare i suoi amplificatori “Stai attento a non urtare nessun microfono.” ha ammonito Delson. In questa stanza con i pannelli in legno quattro stazioni separate ospitavano amplificatori grandi e moderni: un Orange TH100 arancione orientato verso un Orange 2x12 mobile con casse Celestion Vintage 30, attaccati ad un microfono Heil PR 30, un Sennheiser MD 421 e un Royer R-121; un Chandler GAV19T direzionato verso un Orange 1x12 mobile con un Vintage 30, attaccato ad un microfono Mojave MA-100 e un Neumann U47; un Engl Fireball 100 attraverso un Marshall 1960 mobile, attaccato ad un microfono Shure SM57, un MD 421 e un U 47; e un Bogner Customized Twin Jet attraverso un Bogner Ubercab, attaccato ad un microfono PR 30, un MD 421 e un R-121.

“È bello avere un' installazione dove posso usare combinazioni di testine e cabine contemporaneamente per raggiungere il suono più appropriato, oppure fare qualcosa di normale come registrare in una cabina con solo due microfoni.” Ha detto Delson.

Mi ha guidato di nuovo alla sala controlli e mi ha fatto sedere su una sedia Aeron, mostrandomi come aggiustare il volume generale sul pannello. Poi l'editor dell'album, Josh Newell (un gentiluomo dall'aspetto intenso con la testa rasata ed un palese entusiasmo per i tatuaggi), ha rilevato Delson mentre lui si tuffò fuori dalla stanza. Newell mi ha fatto sentire sette canzoni dal nuovo album, annunciando con calma i titoli.

Ascoltando questi mix crudi, era evidente che la strategia vincente che i Linkin Park istituirono con Hybrid Theory, l'incastro fra versi parlati e ritornelli melodici, non è stato scartato. Ma su ogni piano c'era una nuova profondità musicale nella forma di interludi più lunghi, una più grande diversità armonica e sconcertanti suoni della chitarra che aprivano la strada ad assoli brevi e impulsivi.

Tornando, Delson ha detto di essere soddisfatto del primato della chitarra nella nuova musica “Negli ultimi lavori ho ovviamente suonato la chitarra in studio, ma mi sono concentrato su altri strumenti. Suono la chitarra da quando avevo dodici anni ed è stato affascinante imparare a suonare tastiere, programmare e imparare ad usare Pro Tools che è come uno strumento per sé. Ma con queste canzoni abbiamo riscoperto la chitarra e ci siamo divertiti un sacco.”

Abbiamo parlato degli assoli dell'album che, nonostante la loro brevità, rivelano le formidabili doti chitarristiche di Delson e la sua inclinazione alla spontaneità. “C'è un imprevedibilità in queste canzoni che si presta bene a me che prendo semplicemente la chitarra in mano e suonare pazzie.” ha detto “Niente è preprogrammato. Per alcuni assoli più veloci mi riscaldo, ma non in maniera troppo metodologica. Se voglio registrare un assolo velocemente, mi ci intestardisco sopra per un' ora finchè non sono superveloce. Non voglio entrare nel traffico dell'autostrada a 15 miglia orarie. Voglio essere alla massima velocità quando ci entro.”

Con questo appunto era giunto il mio momento di prendere l'autostrada. Delson mi ha accompagnato alla porta e dopo ha preso la sua Stratocaster, voglioso di tornare al suo lavoro.


Traduzione: Lorenzo, Mattia, Giorgio
Fonte: PremierGuitar.com

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