The Hunting Party

Scritto da Staff, il 17 Giugno 2014
Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"

Non ci sarebbe nulla da stupirsi se i Linkin Park avessero avuto questa citazione stampata e attaccata ad ogni muro del loro studio e in riproduzione continua sul loro impianto sonoro durante la fase di composizione di The Hunting Party. "Incazzatevi!". Invero, con il loro ultimo album i sei californiani fanno esattamente questo, prendono alla lettera ogni singola parola di Howard Beale e la adattano al loro mondo. L' essenza di The Hunting Party sembra un enorme dito medio indirizzato in ogni verso; verso la società, verso l'industria musicale, verso la radio, verso coloro che hanno dato loro delle fighette o dei venduti.

The Hunting Party è tutto quanto ci si potesse aspettare da qualcuno che ha deciso di tirare un pugno in faccia all'industria musicale contemporanea: suoni aggressivi, composizioni più elaborate del semplice avvicendamento di strofa e ritornello, sonorità che richiamano a generi musicali che oggigiorno non vanno più di moda. La cosa più lieta da apprendere è che questo pugno in faccia è violento, potente ed incredibilmente ben riuscito. Dai primi vocalizzi distorti di Keys to the Kingdom fino alle oscure atmosfere conclusive di A Line in the Sand l'ascoltatore viene trasportato attraverso lande lugubri dove la chitarra di Brad Delson funge da guida e la batteria di Rob Bourdon da motore.

Potete leggere la nostra recensione completa a questo indirizzo.

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