Guns n' Roses - Appetite For Destruction

Scritto da Mattia Schiavone, il 16 Luglio 2010

1987. In un periodo in cui il metal e l’hard rock si sono ormai trasformati in una musica addomesticata alle esigenze di MTV, un ragazzo seguito dai suoi quattro compagni torna a L.A. Il ragazzo in questione è una persona piuttosto problematica, cresciuto in una famiglia travagliata, violentato dal padre naturale e picchiato dal patrigno, che diventa un adolescente spostato è trasgressivo. William “Axl” Rose è uno di quei ragazzi con cui la mamma ti direbbe di non avere a che fare, un ragazzo imbottito di alcol che fa a cazzotti con chiunque, finisce in prigione. E che quando torna a Los Angeles vuole prendersi una rivincita. Ha assoldato il chitarrista Saul Hudson, il bassista Duff McKagan e il batterista Steven Adler e con il compagno Izzy Stradlin forma i Guns n’ Roses. In un modo o nell’altro la sua rivincita se la prende. Appetite For Destruction (disco di esordio della band) rivitalizza l’hard rock. E’ un album sporco e cattivo, che mette in evidenza la decadenza della L.A. di quegli anni, una vera e proprio giungla. E’ un album che azzera ogni proposito politicamente corretto, pieno di un'energia selvaggia.

Capiamoci, se rock n’ roll significa fregarsene di tutto, mandare a fanculo tutto e tutti, Appetite For Destruction è il primo disco dopo molto tempo a incarnare il genere. Un disco musicalmente eccellente, frutto di tutte le bastonate prese da quel cattivo ragazzo tanto odiato da tutti. In effetti non sono in pochi ad odiare la leggendaria band. Sono cinque bastardelli violenti, decadenti, nichilisti e odiosi, tanto da attirarsi le antipatie di chiunque. Kurt Cobain dirà “Axl Rose? Odioso. E’ una persona così egoista che crede che il mondo intero gli debba qualcosa”. Nonostante questo Appetite For Destruction raggiunge un successo stellare, vendendo oltre 30 milioni di copie. Come è possibile tutto questo? C’è da dire che oltre all’eccellente prestazione della band tanta gente si riconosce nei testi e nella denuncia alla decadenza. Ma non dimentichiamo un’altra arma vincente, colui che diventerà (e che ancora è) una vera e proprio icona del rock: Slash. Il suo vistoso look unito ai riff killer e a tanti memorabili assoli assicurano ai Guns n’ Roses intere legioni di fans.

Le canzoni sono dunque marchiate dalle esperienze del cantante. L’album si apre con la celeberrima Welcome To The Jungle, un ritratto della giungla metropolitana in cui “impari a vivere come una bestia”. Caratterizzata da uno spietato riff, ha il suo apice nella frase urlata poco tempo prima per strada da un barbone ad Axl “Do you know where you are? You’re in the jungle baby! You’re gonna die!”
It’s So Easy parte con accattivante giro di basso a cui si uniscono quasi immediatamente le chitarre. Axl da prova della sua versatilità vocale, imbastendo un inno edonista a base di alcool e bravate. La terza traccia, Nightrain, un’altra delle canzone più famose del quintetto, canta le gioie dell’alcool a buon mercato. Out Ta Get Me esprime sentimenti di paura, sottolineati da riff lancinanti e da diverse urla. Qualcuno ha voluto trovare dentro ai riff qualcosa degli AC/DC, giudicate voi. Mr. Brownstone (scritta in una notte in cui Slash aveva rischiato la vita per un overdose) costerà ad Axl una denuncia per apologia della droga.

Arriviamo dunque a Paradise City, la canzone più famosa scritta dai cinque. Un classico, frutto di uno straordinario fraseggio chitarristico, un riff travolgente e una altrettanto travolgente accelerazione nel finale. Stranamente, anche se nelle strofe può sembrare un’altra Welcome To The Jungle (“Captain America has been torna part”), il ritornello invoca una vita migliore, L.A. diventa la città paradiso dove “l’erba è verde e le ragazze sono carine”. My Michelle, dedicata a Michelle Young, ex fidanzata di Axl, è la prima canzone dell’album a trattare temi amorosi anche se con toni erotici. Passando per Think About You, scritta da Izzy Stradlin si arriva all’altra grande hit del disco: Sweet Child O’ Mine. Dedicata a Erin, ragazza adolescente del cantante, la canzone è caratterizzata da un riff memorabile, uno dei più famosi dell’intera storia del rock. E’ una canzone d’amore, dolce, sembra non avere molto a che fare con il resto dell’album ma oltre ai Guns ci sono anche le Roses. La velocissima You’re Crazy, brano precedentemente scritto da Stradlin, è una canzone sul tema della delusione amorosa nella quale le cerca solo soddisfazione. Un altro brano pieno di riferimenti erotici è Anything Goes, mentre Rocket Queen, traccia conclusiva del disco è il ritratto della tipica ragazza perduta e delle lusinghe “piccanti” di Axl.

E’ dunque facile capire come mai le canzoni fecero scalpore, vennero definite scandalose. E al pari delle canzoni contenute anche la copertina originale creò molte polemiche. Si tratta di un dipinto di Robert Williams, intitolato appunto Appetite For Destruction e ritrae la scena immediatamente successiva ad uno stupro. L’album venne immediatamente ritirato dai negozi e la copertina venne sostituita con un disegno di cinque teschi messo a croce. Poiché tutto ciò non basta nella busta interna si può leggere la frase “With your bitch slap rappin’ and your cocaine tongue you get nothin’ done”, inserita nella successiva You Could Be Mine, presente nell’album Use Your Illusion II.
In breve tempo, grazie anche alle gesta trasgressive della band in tour, Appetite divenne famoso ovunque e i cinque ragazzi si trovarono il mondo in mano. Purtroppo (altri direbbero per fortuna) hanno successivamente virato verso un rock meno involuto, che si allontanerà sempre di più dai toni di Appetite. E in poco tempo i cinque bastardelli cattivi si presero l’etichetta di quelli a cui piace credere di essere cattivi.

Voto: 9

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