Rammstein - Mutter

Scritto da Giorgio Chiara, il 26 Gennaio 2014

coverC'è un feto ancora dentro all'utero sulla copertina. La parola tedesca per "madre" ne è il titolo. E la madre di questo album è la band tedesca dei Rammstein. Sei musicisti teutonici che senza alcun compromesso propongono la loro musica di provocazione cantata assiduamente nella loro lingua madre, dai più considerata inadatta alla musica pop. Mutter trattasi del loro terzo album in studio, il loro lavoro più cupo.

Sin dalle prime note di Mein Herz Brennt, degli archi che introducono la lugubre voce di Till Lindemann, si viene trasportati in un mondo di incubi e dall'intensa violenza psicologica oltre che di problemi esistenziali e provocazioni politiche. Proprio Mein Herz Brennt è un ottimo esempio del saliscendi di potenza a cui assisteremo durante il resto dell'album. Anche se comincia quasi come un angosciante audiolibro per bambini, sempre più elementi si aggiungono per esplodere poi durante il ritornello dove chitarre e archi si combinano in una spettacolare dualità.

Tutto si può dire della lingua tedesca, tranne che Till Lindemann non sappia adoperarla a dovere. Questo vale sia per le sue capacità canore, sia per la costruzione dei testi. Se l'ugola di Lindemann riesce a spaziare dall'angosciante, al commovente fino al violento; le parole da lui pronunciate sono di assoluto livello, come al solito ambigui e liberi ad interpretazioni personali; senza dimenticarsi alcune fonti di ispirazione da alcuni grandi della letteratura tedesca come Bertold Brecht e E.T.A. Hoffmann. Il testo di Spieluhr, per esempio, è una poesia narrante la storia di un bambino sepolto vivo che non sfigurerebbe in una raccolta di racconti gotici. L'utilizzo nel ritornello di una filastrocca per bambini opportunamente modificata è un tocco di classe che aggiunge quel qualcosa in più necessario per farsi ricordare alla canzone.

Links 2 3 4 invece è una risposta ironica alle accuse di militarismo e neonazismo a loro rivolte ("Cantano in tedesco e fanno musica aggressiva quindi sono sicuramente dei seguaci di Adolf"). La marcia militare dal ritmo fortemente energico si dissolve nella traccia seguente Sonne dove la voce di Lindemann e aggressivi riff di chitarra si alternano in una oscura canzone trascinante e potente. Ed è qui che emerge la principale forza dei Rammstein. Le atmosfere che riescono a creare i sei tedeschi non hanno eguali. L'oscurità a cui si va incontro ascoltando le loro canzoni non è un'oscurità malinconica quanto più orrorifica, l'aggressività non violenta fisicamente bensì psicologica e la loro malinconica dolcezza mai sdolcinata.

Proprio così. In un album pesante e potente come Mutter si trovano anche due ballate. La prima, la title track, è claustrofobica e caratterizzata da un crescendo malinconico dove Lindemann si rende ancora una volta protagonista con tutte le sue capacità di cantante e narratore allo stesso tempo. Ora sussurra nell'orecchio dell'ascoltatore, ora squarcia l'anima con urli di pura angoscia, ora colpisce dritto al cuore come le frecce d'ebano della morte mentre un accordo di chitarra si insinua attraverso il muro di riff di chitarra dritto dritto verso il cuore di chi ascolta. L' altra ballata, Nebel, è invece commovente e triste. Già nei primi secondi ci si ritrova trasportati in atmosfere gelide e intense allo stesso tempo. Di nuovo una crescita climatica di intensità si fa strada man a mano che la canzone prosegue. Tastiere, archi, arpeggi di chitarra e il ritmo ossessivo del basso si fondono fino al ritornello ripetuto instancabilmente per creare poi un outro da brividi e lacrime.

Con Mutter i Rammstein rivelarono al mondo tutta il loro talento e la loro versatilità. Se da una parte riescono ad essere potenti e anche un tantinello cattivi, mostrano di essere altrettanto efficaci se vogliono colpire i sentimenti più intensi. Allo stesso modo, sul piano musicale, sanno con maestria unire la loro componente elettronica con la strumentazione classica del loro genere, discostandosi dai ritmi più "danzanti" dei precedenti lavori per dar vita ad atmosfere più introverse.

Si spera solo che "mamma" Rammstein abbia nel proprio grembo ancora posto per tanti altri figli come questo.

 

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