Rammstein - Reise, Reise

Scritto da Giorgio Chiara, il 18 Settembre 2013

coverViaggia, viaggia. 

È con queste parole che comincia il quarto album dei Rammstein Reise, Reise. Ed è effettivamente un viaggio quello che ci si accinge a compiere mettendosi all'ascolto di questo album del sestetto tedesco. Un viaggio attraverso atmosfere gelide e potenti, violente ed emozionali, oscure e turbolente caratterizzate da lugubri riff di chitarra, sussurranti tastiere e pesanti ritmi industrial. Tutto questo condensato in cinquanta minuti di musica come non ne troverete da nessun'altra parte.

Viaggia, viaggia e ti ritrovi a dover fare i conti con un gruppo fatto a modo tutto suo, che fa della provocazione il suo pane quotidiano e dell'esagerazione il suo credo ma che fa questo in modo assolutamente conscio e riesce a fermarsi sempre un attimo prima di decadere nel ridicolo, a guidarti nei meandri del kitsch senza farti neanche rendere conto di esserci entrato. Questo sia dal punto di vista compositivo sia da quello lirico. Se le sonorità cercano di colpire l'orecchio dell'ascoltatore con un miscuglio di impatto violento e gusto lirico, i testi sono provocazione allo stato puro. Si spazia dal cannibalismo, alla masturbazione, all'autocritica fino alla critica dell'americanizzazione del mondo. Per i non affini alla lingua di Till Lindemann e compagni, si sappia che si tratta di testi estremamente ambigui, interpretabili in vari modi ma sempre in una maniera o nell'altra angoscianti o in qualche maniera scandalosi.

Viaggia, viaggia e senti come in Los fa capolino anche un pizzico di blues e in Moskau la voce femminile della cantante russa Viktoria Fersh mentre canzoni come Morgenstern e Keine Lust hanno una vena quasi lirica grazie alle doti canore di Till Lindemann. Che i Rammstein sono maledettamente bravi a comporre canzoni lo si può sentire in tutta la sua completezza in ritornelli catchy come quelli della title track. Alle volte intermezzi con cori semi-ecclesiastici portano ad una strana sensazione di straniamento mentre si incrociano con le ruvide melodie delle chitarre. Alla fine si scopre che il pezzo forte dell'album è nelle atmosfere che i Rammstein riescono a creare in ogni secondo di musica che compongono. 

Viaggia, viaggia e scopri che c'è anche posto per una canzone dolce (ma non sdolcinata) e malinconica come Ohne Dich che tratta della mancanza di una persona cara. Le tastiere e l'orchestra compongono questa canzone in quel che si può definire una ballata industrial, se questa definizione ha un qualunque senso.

Viaggia, viaggia e senti un album completo, pieno di inventiva e originalità. Un album che non ha paura di impressionare il suo pubblico e che sceglie di fare quel che vuole senza timore che l'ascoltatore decida che quel che ha sentito è troppo per i suoi gusti. Reise, Reise e i Rammstein stessi non sono un gruppo per tutti che può molto facilmente non piacere ed essere ritenuto eccessivo. Per coloro che però riescono a farsi catturare dal gioco di provocazioni, di contaminazioni e di esagerazione dei sei tedeschi questo è un album da non lasciarsi sfuggire.

Viaggia, viaggia.

 

Commenti

Torna in cima alla pagina

Cerca nel sito...