Alva Noto + Ryuichi Sakamoto - Vrioon

Scritto da Giorgio Chiara, il 29 Maggio 2013

coverÈ difficile avvicinarsi ad un album come Vrioon. È difficile perché c'è pochissimo da dire e pochissimo è il materiale da analizzare. Non per via della sua durata che sfiora i sessanta minuti, ma per il minimalismo che caratterizza questo album. La forma musicale viene sventrata dall'elettronica di Alva Noto e ricomposta in elementi minimali dal pianoforte di Ryuichi Sakamoto. Il risultato è un'esperienza musicale unica e irripetibile.

La musica è nata all'alba dei tempi per ballare in gruppo nelle società primordiali, è nata per unire e creare un senso di collettività. Vrioon non potrebbe essere più lontano da questo concetto e modo di pensare la musica. Le composizioni ideate da Sakamoto e Alva Noto portano all'isolamento dell' Io dal mondo esterno, soltanto solitari in una stanza buia si possono capire affondo le solitarie note di pianoforte filtrate attraverso tappeti sonori lugubri e agghiaccianti. Spesso si ha la sensazione di raggiungere una sorta di ascesi, un allontanamento dal reale per avvicinarsi ad un modo astratto di percepire il mondo.

Con Vrioon non parliamo certo di musica per tutti e tutti i gusti. Tutt'al contrario si tratta di un'opera difficile, che richiede molto impegno per comprenderla e perdersi dentro di essa ma che, una volta accettata, risucchia in profondità l'anima dell'ascoltatore in un lentissimo vortice che non lascia vie di fuga. Proprio così, all'interno dell'intellettuale assuefazione musicale raggiunta con questo album, si rimane ipnotizzati, come se la mente venisse svuotata di ogni cosa superflua e non rimane che un magico vuoto nel quale tuffarsi.

La freddezza che caratterizza Vrioon non deve però far pensare ad un puro esercizio stilistico ed intellettuale fine a se stesso. L'emotività e le emozioni non mancano, seppur non sono spettacolarizzate o esplicite; ma chiudendo gli occhi e lasciando filtrare le lievi e isolate note di pianoforte di Sakamoto con in sottofondo glitch e pattern elettronici ad annichilire l'anima dell'ascoltatore.

C'è poco da dire su un album minimalista come questo. Solo una cosa rimane: ascoltatelo.

Commenti

Torna in cima alla pagina

Cerca nel sito...