Deadmau5 - > Album Title Goes Here

Scritto da Stefano Di Simone, il 02 Ottobre 2012

 

coverQuesto per Joel Zimmerman, in arte Deadmau5, può essere l'album decisivo. Il precedente lavoro 4x4=12 aveva portato il canadese ad un successo ancora più grande di quanto non ne avesse già ottenuto con Random Album Title e For Lack Of A Better Name ma non aveva ottenuto grandissimi riconoscimenti da parte sia della critica sia del pubblico. Parte di questo è dovuto anche al suo leggero cambio di stile che lo aveva portato ad avvicinarsi anche al dubstep in alcuni brani. Ma questo > Album Title Goes Here < forse riuscirà a mettere d'accordo tutti. Alcuni dei brani dell'album erano già stati suonati live, quindi c'è grande curiosità su come verranno resi nella versione studio.


L'opera si presenta come quello che sembra una specie di "ritorno alle origini", tra virgolette perché le influenze provenienti da 4x4=12 sono ben evidenti. Le tracce di Progressive House puro infatti sono decisamente più presenti rispetto a quelle dell'album precedente, dove venivano maggiormente messi in risalto i vari drop a discapito della valorizzazione dell'intera traccia. Un esempio lampante di questo è la meravigliosa doppietta Closer / October che farà brillare gli occhi di molti "nostalgici". Entrambi i pezzi sono esaltati dai meravigliosi synths delicati e puliti (soprattutto in October) che avevano caratterizzato le prime pubblicazioni del produttore e dalle atmosfere quasi stellari. Atmosfere che ritroviamo in There Might Be Coffee ma portate ad un livello superiore, simili a quelle di un viaggio spaziale. Ci si può già facilmente immaginare i cori del pubblico che accompagneranno live i synths di questo brano, tra i più riusciti della carriera del canadese e che difficilmente si possono scordare. Sempre sull'onda della Prog è il singolo The Veldt realizzato con la collaborazione del fortunato ragazzo Chris James, iniziata quasi per gioco alcuni mesi fa che però lo ha portato ad apparire nell'album di uno degli artisti più famosi del mondo. A volte i sogni si avverano. Anche in questo caso un pezzo che risulta piacevole e delicato per tutta la sua durata, complice anche un kick morbido ma non troppo. La voce di Chris James è delicata e si adatta alla perfezione con le atmosfere del brano. Sicuramente uno dei pezzi migliori dell'album. Ma la Prog House non è solo delicatezza e Zimmerman ce lo ricorda con Superliminal, la traccia di apertura. Un concentrato di bassi come non se ne sentivano dai tempi di FML. Un continuo crescere di synths che sembrano dover esplodere da un momento all'altro. Ben riuscito il break a metà traccia che crea grande atmosfera. Altro pezzo potente ma molto più coinvolgente è il singolo Professional Griefers che vede la partecipazione di Gerard Way, cantante dei My Chemical Romance. Un vero e proprio pezzo da dancefloor, dove chitarre elettriche distorte e sintetizzate fino alla nausea accompagnano un beat travolgente che sale di intensità man mano che la strofa avanza sul quale è impossibile non battere il piede, per poi sfumare magnificamente nei synths puliti del ritornello. Lo stile di Gerard Way è trascinante, martellante, accompagna quasi come un metronomo il beat. La doppia voce nel secondo ritornello è la punta di diamante di un pezzo che non ha nulla da invidiare alla celeberrima Ghosts N' Stuff, il che è tutto dire.

Le maggiori influenze dall'ultimo album sono evidenti in Channel 42 realizzata con il produttore Wolfgang Gartner e in Maths. La prima mostra grandi influenze anche dall'Electro-House con un drop accattivante dai synths quasi ipnotici, spettrali, sui quali si sente la mano di Gartner. Rischia forse di diventare un po' monotona, ma resta ugualmente un grande brano. Nella seconda invece Zimmerman si diverte con le scale musicali in un vero e proprio bombardamento di sintetizzatori ossessivi in continua crescita ma ben ordinato, un po' come la matematica. Anche in questo caso alla lunga il pezzo potrebbe risultare noioso, ma come il sopracitato resta ugualmente un buon lavoro. Negli ultimi tre brani Deadmau5 decide di sperimentare un po', con ottimi risultati. Sleepless vede l'utilizzo di filtri vocali robotici che erano già stati utilizzati in passato in Sometimes Things Get, Whatever, ma questa volta il pezzo è decisamente diverso: un pianoforte accompagna una batteria e un basso che creano un'atmosfera dolce e rilassante. Qualcosa di completamente differente da quello che siamo abituati ad ascoltare dal canadese, ma funziona molto bene. Differente come la successiva Failbait realizzata insieme ai Cypress Hill. Un grande pezzo hip-hop dove probabilmente tutto quello che ha dovuto fare Zimmerman è stato creare il beat e lasciar rappare il gruppo statunitense che lancia rime a tutto spiano. L'unica nota dolente, che non lo è necessariamente, è che forse lo stile si discosta troppo radicalmente da quello generale dell'album e quindi risulta un po' fuori luogo. Si chiude con quella che verrà ricordata come una delle tracce più emozionanti e intense mai realizzate da Deadmau5: Telemiscommunications, che vede la collaborazione di Imogen Heap. Un beat dolcissimo, quasi impercettibile, accompagnato da un pianoforte e dalle dolci parole di Heap, a volte quasi sussurrate. Meraviglioso il ritornello dove la cantante britannica dimostra tutta la sua bravura con una voce decisa ma mai lontana dai toni dolci. Ancora più bello il finale dove la sua voce si intreccia su se stessa in maniera armoniosa e delicata. Pura passione. Pura emozione. Purtroppo troviamo anche un brano non riuscito al meglio: Take Care Of The Proper Paperwork è un pezzo che gira intorno a se stesso e che non sa dove andare. Sembra voler arrivare chissà dove ma alla fine rimane dove si trova senza combinare nulla e passando piuttosto inosservato. Peccato, l'idea delle chitarre elettriche a inizio traccia non era affatto malvagia.


La grandezza di quest'ultimo album del produttore canadese sta nella sua longevità: più di un'ora di musica mai troppo monotona, nessun pezzo assomiglia all'altro e non si cade mai nella banalità. Incorpora diversi stili e riesce a farli convivere tranquillamente, chi meglio chi no. > Album Title Goes Here < è un'altra conferma della grandezza di questo ragazzo che ormai non ha più nulla da dimostrare e che delude raramente. Raggiunge i livelli del suo capolavoro Random Album Title... o forse possiamo dire ex capolavoro?

Voto: 9

 

Recensione scritta da: Catalyst

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