Sleigh Bells - Treats

Scritto da Giuseppe Malara, il 23 Luglio 2012

coverCiò che è importante nella musica è trovare qualcosa sempre di nuovo. Qualcosa che ti sorprenda, qualcosa che ti faccia dire “non ho mai sentito nulla del genere”. Questa è stata un po’ la frase che mi è saltata in mente qualche giorno fa, quando sfrecciando per le strade di Steelport sentii una delle tante hit degli Sleigh Bells: Riot Rhythm. Carina, ma niente di che, pensai. Non fu questa invece la reazione all’ascolto di quest’album, concepito dalla testa di Derek Miller, ex Poison The Well, con la bella Alexis Krauss, ex RubyBlue a completare l’esperienza facendo da cantante.

L’album parte e ci troviamo di fronte al primo singolo rilasciato, Tell’Em. Un episodio tutto sommato tralasciabile, scandito da un ritmo che si ripete per tutta la canzone, insieme ad un riff di chitarra, anch’esso anonimo. Si prosegue con la sfrontata Kids per poi arrivare a Riot Rhythm il cui ritmo resterà sicuramente impresso nella mente dell’ascoltatore. Si arriva ad una prova interessante, quella di Infinity Guitar, dove il ritmo delle percussioni fa da padrone insieme ad un riff di chitarra incessante che porta all’esplosione finale della canzone con un wall of sound davvero notevole, caratteristico del duetto Miller-Krauss. Il trio Run The Heart - Rachel - Rill Rill rallenta il ritmo dell’album. La prima punta ad ipnotizzare l’ascoltatore, Rachel richiama a tratti alcuni elementi tipici dello Shoegaze . Ma la vera sorpresa è Rill Rill, dove i due abbandonano l’elettronica per prestarsi in una performance acustica davvero ben riuscita. Ma appena l’ultima nota di Rill Rill esce dallo stereo inizia la parte più violenta dell’album. Crown On The Ground è decisamente un pezzo live, con, ancora una volta, un wall of sound impressionante e l’elettronica sapientemente miscelata con la chitarra (dove l’ho già sentita questa?). Straight A’s inizia con un riff di chitarra di Miller che nel continuo del pezzo viene coperto dal caratteristico wall of sound. A/B Machines è un susseguirsi di percussioni e di sfuriate elettroniche che apre la strada all’episodio finale dell’album, la title-track Treats. L’intro è come un’illusione, perché poi la canzone si dirige verso tutt’altri lidi. La cantante Alexis Krauss canta come in una ballata qualsiasi, mentre attorno a lei gli strumenti picchiano duro.

Sicuramente un album che farà storcere il naso a molti di voi. Ma quei riff, quella voce, quel wall of sound. Non so cosa sia che mi abbia colpito in questa band, ma non mi ci riesco a staccare. Ipnotico.

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