Artificial Kid - Numero 47

Scritto da Davide Dama, il 25 Agosto 2011

Non sto nemmeno piu' a contare le volte in cui ho parlato di opere di fantascienza: ammetto di essere un nerd di prima categoria. Sono sicuro, comunque, di non averne mai parlato in relazione alla musica, per una ragione semplice: ho sempre creduto fosse impossibile unire questi due mondi senza fare grossi pasticci, e la storia della musica mi ha sempre dato ragione. Non potete ancora capire quale reazione atomica abbia scatenato in me l'ascolto di Numero 47, album di quell'Artificial Kid che, oltre a spalancare il capitolo Sterling della mia memoria sci-fi, altro non e' che il nome del side project di Danno dei Colle der Fomento: se vi prenderete il tempo di capire come questo geniale pazzo scriteriato abbia unito rap e fantascienza, e se siete geek del mio calibro, preparatevi al botto.

Danno e' sostanzialmente una persona semplice, che sotto la facciata da MC di periferia arrabbiato col mondo cela un interesse vivo e profondissimo per tutto cio' che fa cultura, in particolare la fantascienza. Non che con le tematiche dei Colle der Fomento ci sia molto spazio per sfogare la nutritissima vena sci-fi del rapper romano, ed allora ecco che, anno 2009, soglia di sopportazione raggiunta, il buon Simone Eleuteri decide di prendersi una pausa e di snocciolare l'intero settore della sua mente occupato dal cyberpunk in un disco rap, e che rap.

Presentato cosi', Numero 47 rischia di passare per un grande, seppur innovativo, esercizio di stile, cosa che assolutamente non rende giustizia allo sforzo titanico profuso nel progetto: Numero 47 va meglio preso come un viaggio di sensazioni, un tetrissimo e sconfortante viaggio di sensazioni provenienti da un futuro prossimo. C'e' quindi spazio per l'introspettiva Deragliamento personale, l'accusatoria La verita' o le marce da battaglia Ipercubo e CPSOM, pezzi ovviamente e sapientemente farciti all'inverosimile di citazioni di classe, sia dalla fantascienza classica che dai piccoli capolavori contemporanei. Roba per eletti potremmo dire, in fondo pure Matrix lo era.

Non si possono dimenticare, ovviamente, i pesantissimi, angosciosi ma di grande effetto beat realizzati da Stabbyoboy e DJ Craim, elettronici al punto giusto e mai banali, vera e propria parte integrante ed inscindibile di quell'affresco di depressione postmoderna che e' Numero 47: una depressione in cui non ci si puo' non immedesimare, un negativismo tutto sommato educativo per quanto tecnofilo, capace di far riflettere e lottare per una filosofia di vita migliore, perche' il futuro descritto dagli Artificial Kid, per quanto peschi a piene mani dai grandi classici della letteratura di fantascienza, forse si puo' anche cambiare.
In che verso, dipende da noi.

 

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