MC Frontalot - Zero day

Scritto da Davide Dama, il 31 Luglio 2011

Questa recensione richiede un test d'ingresso. Rispondete sinceramente: quante volte avete visto, e quanto a fondo conoscete i brand Battlestar galactica e Stargate? Quanti fumetti e manga avete in libreria e leggete con regolarita'? Non riuscite a staccarvi da un videogioco prima di aver finito sfida principale e tutte le missioni secondarie? Siete appassionati di scienze, matematica, informatica e magari di lettere e filosofia? Soprattutto: a scuola eravate considerati gli occhialuti sfigatelli senza vita sociale della classe? Se la risposta ad almeno alcune di queste domande e' affermativa, siete pronti per affrontare MC Frontalot, che tra pochi minuti diventera' ufficialmente il vostro eroe. Se cosi' non fosse, vi consiglio vivamente di girare al largo da questa pagina: non perche' vi irriterebbe, semplicemente non capireste cosa puo' muovere un rapper quasi quarantenne di seconda fama a scrivere rime sul mondo dei nerd.

Mi e' capitato spesso di recensire dischi di gruppi famosissimi ed affermati: altrettante volte di parlare di artisti emergenti che meritano attenzione: qualche volta, anche di talenti nascosti che si dovrebbero affermare. Bene, MC Frontalot non rientra in nessuna di queste categorie: semplicemente fa una cosa che puo' realisticamente piacere solo ad un gruppo culturale ben definito, i nerd, e nemmeno molti di questi se lo filano davvero. Qui sta la parte interessante: se il buon MC Frontalot, inventore del nerdcore rap, cinque album all'attivo, zero successo radiofonico e costante sold out ai concerti, continua a riscuotere tanto successo nell'underground nascosto davanti agli schermi dei PC, qualcosa vorra' anche dire. Ma cosa?

Il segreto del successo di MC Frontalot sta tutto condensato in un album, Zero day. Lo stile dell'MC americano si e' di certo affinato nel corso degli anni, ma questo lavoro del 2010 rappresenta la summa di un artista che davvero non si capisce perche' non sfondi: uno naturalmente si aspetterebbe, da una persona che si autoproclama nerd incallita, e che porta quegli occhiali tremendi, un gusto musicale piuttosto scarso, ed invece le basi di MC Frontalot, pur strizzando l'occhio all'era degli 8 bit, toccano livelli di ottimo spessore, implementando archi, fiati e molto altro, roba che la scena rap commerciale si è dimenticata da parecchio. Al comparto musicale molto ben curato si affiancano dei testi, per la prima volta in questo album, incentrati non solo su videogiochi, fumetti e cinema, ma anche (seppur in chiave ironica) su politica, problemi sociali, relazioni umane: ci sono anche gli skit, tanto cari ai rapper della vecchia scuola, davvero ben studiati ed ironici (il confronto nerd versus fidanzata di The tribulations of Muffy and Percival e' davvero da piegarsi in due, sentire per credere).

Insomma, il successo nascosto di MC Frontalot e' un vero dilemma: ad un album come Zero day, farcito di tracce catchy e ben strutturate come First world problemDisaster, la title track Zero day o 80085, non manca proprio niente per essere apprezzato anche da chi la cultura nerd non la vive: l'insuccesso del rapper va probabilmente ricercato nella concorrenza spietata del mercato americano, che non ha tardato ad oscurare il suo talento ed il suo innovativo flow (non tutti, credetemi, sono capaci di usare i tre quarti) bollandolo roba da smanettoni. Signore e signori, un esempio di quello che la musica non avrebbe mai dovuto diventare: un mercato chiuso. 
Se MC Frontalot riesce a proteggere il proprio talento permettendosi di vivere di musica, lo deve proprio al mezzo di comunicazione che ha scelto per puntare dritto al pubblico d'interesse: internet. Chiamatelo ancora sfigatello ora, ma e' lo sfigatello che un nerd non puo' non adorare, e senza nemmeno vergognarsene.

 

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