Simple Plan - Get Your Heart On!

Scritto da Catalyst, il 05 Agosto 2011

Get Your Heart On! è proprio il titolo migliore che si poteva scegliere per questo nuovo album dei Simple Plan, un album che rappresenta un leggero ritorno alle origini per i cinque canadesi. Testi spensierati, ritmi più veloci e sfrenati modernizzati molto bene con sintetizzatori e vari effetti elettronici che si accoppiano quasi alla perfezione con le melodie, cosa che non era riuscita del tutto nel precedente album. Infatti l'ultimo album vedeva il gruppo impegnarsi per creare pezzi più maturi dal punto di vista lirico, andando però a discapito della musica che veniva bombardata da beat R&B che stonavano parecchio. Il risultato non è stato dei migliori e sembra che i canadesi se ne siano accorti.

Per la prima volta nell'album compaiono anche altri artisti. Natasha Bedingfield riesce ad imprezziosire un pezzo già fantastico come Jet Lag, una delle ciliegine sulla torta di quest'album. Passa alquanto inosservato Rivers Cuomo degli Weezer in Can't Keep My Hands Off You, bel pezzo che rappresenta perfettamente lo spirito dell'album. Anche Alex Gaskarth poteva tranquillamente restare in studio a finire il nuovo album degli All Time Low perchè Freaking Me Out è già di per sè un grandissimo pezzo, perfetto per scatenarsi così come le fantastiche You Suck At Love e Loser Of The Year che portano un gran sorriso sui volti dei fan, pronti a saltare di nuovo ai concerti. L'ultimo artista che ha "contribuito" all'album è K'naan, anche se è difficile poterlo definire un contributo. Summer Paradise infatti può essere definita la canzone più brutta della carriera dei Simple Plan: chitarra acustica insopportabile e rap fastidiosissimo sono le basi della disfatta. Per fortuna ci sono le ballad a salvare la situazione. Astronaut vince il titolo di miglior canzone dell'album. Pierre Bouvier dà il meglio di sè con un testo commuovente e una canzone tanto semplice quanto emozionante. Gone Too Soon è un'altra grande prova lirica, una bella canzone ma niente di eccezionale. This Song Saved My Life è dedicata a tutti i fan della band, infatti è già diventata una delle preferite dei suddetti. Un bellissimo pezzo che molto probabilmente scalzerà Perfect dal ruolo di canzone conclusiva dei concerti. Anywhere Else But Here è un pezzo pop senza troppe pretese, alquanto irritanti gli "Ooooh" nel ritornello. La vera sorpresa dell'album è Last One Standing, un vero e proprio pezzo da battaglia che a tratti ricorda i Sum 41. Davvero sorprendente.

Get Your Heart On! è senza dubbio migliore rispetto al precedente self-titled e riporta il gruppo al genere che più gli si addice. Ogni membro del gruppo sembra in grande spolvero, forse un po' eccessiva e a volte inappropriata la doppia voce, ma è dall'inizio della loro carriera che i Simple Plan eccedono in questo. Un album perfetto per divertirsi e passare una quarantina di minuti spensieratamente. Naturalmente non c'è da gridare al miracolo, ma ci manca poco per come stavano andando le cose nell'album precedente.

Voto: 7

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