Jane's Addiction - Nothing's Shocking

Scritto da Mattia Schiavone, il 13 Aprile 2011

Ah, gli anni ’80… Nasce il Thrash, il metal viene addomesticato alle esigenze di “una cosina chiamata MTV” da una serie infinita di capelloni alla Bon Jovi e i Guns n’ Roses esplodono sulla piazza musicale, manco fossero una bomba ad orologeria, con un album che riporta il rock n’ roll ai livelli che gli spetta. Ma di fianco allo stratosferico successo raggiunto da Appetite For Destruction, guardando bene, si possono notare altri quattro ragazzi originari anch’essi di Los Angeles che con il loro Nothing’s Shocking mettono le basi per quella che sarà l’innovazione musicale degli anni ’90. Segnatevi bene il nome dei Jane’s Addiction e correte ad ascoltare il loro primo album in studio perché senza di esso i più rinomati Rage Against The Machine nel 1992 avrebbero fatto davvero poco.

Ma facciamo un passo indietro. E’ il 1986 e i Jane’s Addiction non sono nessuno. Sono solo quattro ragazzi che suonano durante feste notturne in giro per Los Angeles e che hanno la geniale idea di registrare qualche esibizione e raccogliere il tutto in un omonimo album live. Firmato un contratto di sette album con la Warner, il gruppo entra in studio nel Maggio dell’ 87, scrive nuove canzoni e nell’ 88 registra un capolavoro di nome Nothing’s Shocking.
Parola d’ordine: assenza di restrizioni. I quattro spaziano infatti, tra hard rock, psichedelica e post-punk, il tutto accompagnato da testi crudi e realisti, scritti dall’eccentrico cantante Perry Farrell, che fino a tre anni prima si esibiva in un nightclub di Newport Beach. La sua voce stridula e lamentosa, l’imprevedibile stile chitarristico di Dave Navarro e la ritmica spigliata di Eric Avery al basso e di Stephen Perkins, alla batteria, offrono pezzi originali e innovativi, tanto da non poter essere neanche lontanamente classificati. Non è la vigoria dell’ hard rock, né l’immediatezza del punk. Le canzoni sono elaborate e offrono tanti squarci di psichedelica (vedasi l’incredibile Summertime Rolls) e vibrazioni dark. Pur esplorando panorami così diversi l’album risulta tutto tranne che dispersivo. I Jane’s Addiction, infatti pur diventando i pupilli della cultura post-punk sempre hanno dichiarato di guardare con ammirazione al classic rock.

E’ l’ariosa e strumentale Up The Beach ad aprire le danze, e in effetti ci troviamo poco di alternativo. I riff di Navarro e i vocalizzi di Farrell sembrano tanto provenire direttamente dai Led Zeppelin (molti hanno scritto dei quattro citando la leggendaria band britannica), ma hanno qualcosa di fresco e nuovo. La successiva Ocean Size è un utopia personale e dolce in cui si usa la metafora dell’oceano per descrivere uno stato di grazia, lontano dai dolori della vita quotidiana. E anche qui, gli assoli e la voce graffiante e acuta più che il punk ricordano il primo hard rock. Nella esplosiva e ritmata Had A Dad, in cui Navarro si rende protagonista di fantastici passaggi chitarristici, Farrell denuncia il dramma di una generazione cresciuta senza un padre, mentre Ted, Just Admit it è sicuramente una delle perle dell’album. Scritta in una nottata a base di acidi e dedicata al serial killer Ted Bundy, la canzone riflette sulla spettacolarizzazione da parte della televisione di sesso e violenza. “Niente è scioccante” ripete Farrell (neanche le due gemelle siamesi nude con i capelli in fiamme che sono in copertina), dando così il titolo all’album. Dal punto di vista musicale ci troviamo davanti a 7 minuti e mezzo mai sentiti prima, in cui la chitarra rock viene affiancata a inquietanti passaggi psichedelici.

La coinvolgente ed energica Standing In The Shower… Thinking ha il sapore di boogie, con Summertime Rolls invece i quattro indulgono in sei minuti di psichedelica rarefatta, con cambi di ritmo e atmosfere assolutamente sconosciute ai precedenti gruppi punk. Arriviamo dunque al grande classico, Mountain Song. Introdotta da un giro di basso (che verrà in seguito ripreso dai RATM), esplode in un riff potente e cavalcante su cui gli acuti di Farrell si adagiano perfettamente. Chester Bennington (grande estimatore del gruppo) aveva consigliato di ascoltarla alla guida e in effetti è perfetta per l’occasione.
Dopo l’interessante Idiots Rule si presenta la bellissima ballata Jane Says, che portò il disco in classifica per 35 settimane. Il brano parla di un’amica del gruppo e descrive i suoi tormenti e i suoi sogni attraverso mistero e fascino. Dopo il minuto scarso di Thanks You Boys è la bellissima Pig’s in Zen, in cui Navarro si prende tutta la scena con riff e assoli funambolici, che richiamano direttamente il rock dei Led Zeppelin, a chiudere l’album.

Il disco non ebbe immediatamente il successo meritato. Fu solo due anni dopo, con la pubblicazione di Ritual De Lo Habital che i Jane’s Addiction raggiunsero un discreto successo in tutto il mondo, anche se nel secondo album non vediamo neanche lontanamente la franchezza, la rabbia e tutta l’innovazione musicale presente in Nothing’s Shocking.
L’immediatezza dei testi fu origine di molte critiche, che il cantante tuttavia cercò di evitare. Anche la copertina fu una scelta coraggiosa, che costò all’album la censura da parte di sette grandi distributori di dischi. “Non mi interessa quello che pensa la gente” disse Farrell sull’argomento, “A me interessa solo una cosa: la mia felicità.”

Voto: 9

Commenti

Torna in cima alla pagina

Cerca nel sito...