Emery - ...In Shallow Seas We Sail

Scritto da Evilkittie, il 22 Agosto 2009

Come d'abitudine consolidata oramai per questa band, esce sotto "silenzio mediatico" per Tooth & Nail il quarto full-lenght album degli Emery, "...In Shallow Seas We Sail", già applaudito e acclamato negli States per essere, fino a questo momento, l'album dell'anno per il genere che esso rappresenta. Il follow-up del criticatissimo "I'm Only A Man" è il perfetto esempio di come una band, di fronte ad un'orda di fans che dichiarano di essere pienamente insoddisfatti della strada soft intrapresa dal gruppo rispetto al passato, decida di mettere da parte per un momento la via della sperimentazione ad ogni costo, e ritorni a quelle poche cose apprezzate che sa fare divinamente, pur non rinnegando tutto quanto di buonissimo apparso nel precendente lavoro.
Pertanto, se I'm Only A Man rappresentava una decisa sterzata del gruppo verso sonorità più "hard rock" sfociando pure nell'indie, allontanandosi dal panorama christian-rock e da quella marcata vena di emotional-rock (non propriamente emo), gli Emery oggi ci fanno vedere che più che una sterzata voluta, era stata quasi una sbandata improvvisa: oggi il gruppo ha accontentato sia la critica (che, controsenso, aveva osannato I'm Only A Man), sia i fans, consegnando al pubblico un album con la stessa verve graffiante degli esordi, le melodie ricercate, la disperazione ed i violenti cambi di ritmo, e quel suono nuovo e più naturale frutto delle ultime sperimentazioni. Non bisogna farsi ingannare dai primi secondi della valida full-throttle opener, Cuttroat Collapse, che scarica sull'ascoltatore gli unici 30 secondi dell'album di "sterile" violenza vocale. Lieto ritorno è l'uso spasmodico di più voci (in questo gruppo, in ciascuna canzone, a cantare sono almeno in 3), il che risalta soprattutto nelle strofe, in cui sono le melodie a prevalere. Un esempio è proprio la seconda traccia, Curbside Goodbye, che mostra la perfetta alternanza di voci multiple tra momenti dolci come il miele, ed altri meno propensi alla salute delle ugole. La terza traccia, Inside Our Skin, mostra ancora una volta la versatilità/creatività del gruppo, dove a farla da padrone sono i mille colori delle chitarre e la "coralità" delle pause. Si giunge così ad una delle perle autentiche di questo lavoro: Churches And Serial Killers è l'apoteosi della melodia, scream quasi completamente assente, archi e grande capacità da parte delle voci che danno la loro miglior prova nelle progressioni, mentre le percussioni tengono alto il ritmo del pezzo. La quinta traccia, Buthcher's Mouth è un classico pezzo hard rock senza troppi fronzoli, simile a quanto ascoltato in I'm Only A Man, ma comunque denso di tutti quegli elementi che fino ad ora hanno caratterizzato il lavoro. Si giunge così alla title track, la migliore traccia del lotto: è il pezzo più completo sotto ogni punto di vista, che mette in risalto l'armonia tra ogni membro, una build-up song che trova la sua parte migliore nella sua corale fine trionfale e nel chorus azzeccato: un potenziale singolo. Le tre tracce seguenti ripropongono i concetti della prima parte del lavoro senza nulla perdere in smalto. In Piggy Bank Lies torna in una breve ma azzeccata parentesi lo scream, spazzata però via da un potente chorus che è il leit-motif del pezzo. La chiusura dell'album è affidata ad un altro pezzo hard-rock che sembra discostarsi dal resto del lotto, e dalla doppia ending track, Dear Death, fatta da una prima fase melodica di intorno al minuto, che funge da intro alla splendida seconda e tiratissima parte, che chiude degnamente questo quarto album del gruppo.
Tirando le fila, è chiaro che inutili classificazioni sul genere, che non accontentano le orecchie di nessuno, possono portare fuori strada, o a giudicare con troppa fretta un lavoro di questo tipo. Se lo si prende come un album prodotto con 2 dollari da una band semisconosciuta, che da sette anni gira per gli States partecipando a festival e concerti ogni giorno per farsi conoscere, e trovando pure il tempo di rilasciare un album circa ogni anno e mezzo, Ep esclusi (album che difficilmente si troverà in Italia), allora sicuramente molti lo apprezzeranno per ciò che è, senza fare troppi paragoni con le altre 18 mila realtà emo-pop-screamo che caratterizzano il panorama musicale da 2 anni ormai, e che non hanno nulla da spartire con gli Emery.

Voto: 8/9

 

  1. Cutthroat Collapse http://www.youtube.com/watch?v=vBFfLJW7NnA
  2. Curbisde Goodbye http://www.youtube.com/watch?v=CLEb0d3VAqk
  3. Inside Our Skin
  4. Churches And Serial Killers http://www.youtube.com/watch?v=7eUJ308tC7w
  5. Butcher's Mouth
  6. In Shallow Seas We Sail http://www.youtube.com/watch?v=dqKex1Z34Z4
  7. The Poor And The Prevalent
  8. The Smile, The Face http://www.youtube.com/watch?v=YNYUrPmCDRc
  9. A Sin To Hold On To
  10. Piggy Bank Lies
  11. Edge Of The World
  12. Dear Death Pt.1
  13. Dear Death Pt.2 http://www.youtube.com/watch?v=7yAg3BsU8T0

 

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