Daft Punk - Alive 2007

Scritto da Davide Dama, il 08 Marzo 2011

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Ricordo che quando vidi per la prima volta lo speciale di Fur TV Guida del grasso Ed al metal, proprio non riuscii a trattenere le risate quando questo coso di peluche si mise a presentare le varie ed ipotetiche sottocategorie di genere (grindcore progressivo vegetariano?) facendo sentire sempre la stessa canzone ad ogni esempio. Grasso Ed e grasse risate a parte, l'ironia di Fur TV ci prende in pieno: uno dei mali della musica moderna è l'estrema ricerca della categorizzazione, che, alle sue massime conseguenze, sa portare a paradossi non da poco, tra le cui vittime si annoverano con fierezza i Daft Punk.

La musica elettronica, infatti, negli ultimi anni ha vissuto uno scenario tragico: in contemporanea, ha conosciuto l'ascesa di quell'house da discoteca assolutamente insopportabile alle orecchie di chi ne capisce, e la definitiva fioritura di gruppi che usano l'elettronica di classe come mezzo per la ricerca estetica (l'arte solo bella sempre arte è, signori): i Massive Attack, gli Archive, i Daft Punk appunto. Fin troppi, infatti, sono musicalmente cresciuti associando i beat del duo francese alle discoteche fuori città: la verità, piuttosto, è che Thomas e Guy-Manuel hanno, sin dai loro esordi, sì mutuato l'audience con l'elettronica di fascia molto inferiore alla loro, ma anche, continuamente, cercato la sperimentazione e l'esperienza estetica (i due vanno in giro rigorosamente coi loro caschi da robot in testa, in intervista parlano della loro musica in termini di colonne sonore per macchine automatiche, si cimentano spesso e volentieri come cineasti). Ultimo ma non ultimo fattore, al pari di gruppi elettronici di classe ben più lontani dalle discoteche, i Daft Punk emozionano anche in live. Ed è proprio di questo che vogliamo parlare.

Anno 2007. I Daft Punk sono attivi ormai dal 1993, e sembrano le incarnazioni musicali di Mida: ogni album che toccano diventa oro, per loro e per i discografici. Per celebrare definitivamente il monopolio sul genere, i due decidono di lanciarsi in un concerto storico, inatteso, una serie di mashup tra i loro brani meno famosi, i loro esordi, e i loro cavalli di battaglia. Il risultato è Alive 2007, la cui versione CD esordisce con Robot rock-Oh yeah, i cui synth sembrano davvero la voce di una scheda madre, almeno fino a quando non sfumano nel primo colpo basso del concerto, Touch it-Technologic. Ora, tutto ci si può aspettare, ma non di sentire la famosissima voce del robot malvagio e consumista neniare l'altrettanto famosa sequenza di azioni...su una base di chitarra acustica. Ed infatti il pubblico se ne sta in silenzio per lunghi tratti, almeno fino all'esplosione del beat da tutti conosciuto, ed alla contemporanea esplosione delle urla della gente. Strano a dirsi, i Daft Punk sono dei vecchi volponi dello stage, ed infatti associano alla seconda traccia del concerto la migliore scelta possibile, quella Television rules the nation-Crescendolls che, per assurdo, sembra addirittura avere un significato anticonformista (sfido chiunque a non riconoscere dopo la metà della traccia ora le atmosfere di Buona domenica, ora quelle di Marzullo: appunto, la TV governa la nazione). Piccola pausa (anche per il pubblico, che già si è scaldato per bene) con Too long-Steam machine, mashup ben riuscito ma non eccelso, prima di pigiare di nuovo sull'acceleratore con una delle idee meglio partorite dai due, il mix Around the world-Harder better faster stronger, mashup tra due veri e propri cavalli di battaglia dei Daft Punk, che riesce addirittura a vincere il premio internazionale per il 2007 come migliore incisione elettronica: alla faccia di David Guetta et similia. E' a questo punto che il disco rivela l'unica sua debolezza, ossia un'altalenanza non molto giustificata sul vigore dei pezzi: le seguenti Burnin'-Too long e Face to face-Short circuit sono mix di buon livello, ma non al pari di One more time-Aerodynamic, in cui il più famoso riff di chitarra elettrica della discografia dei Daft Punk si sposa a perfezione con le percussioni disco di uno dei primi sold out della loro carriera: ottimo anche il seguente mix Aerodynamic beats-Forget about the world, ma, come volevasi dimostrare, il concerto subisce un'altra frenata non da poco con Prime time of your life-Brainwasher-Rollin' and scratchin', che si segnala solo per essere l'intro di Da funk-Daftendirekt, vero e proprio capolavoro del concerto, le cui atmosfere ricordano a tratti, con un addirittura maiuscolo e sottolineato, quelle dei Gorillaz meno recenti. Il concerto sembra chiudersi in modo mediocre con Superheroes-Human after all-Rock'n'roll, ma i Daft Punk in verità riservano per la fine un encore semplicemente grandioso, leggasi Human after all-Together-One more time-Music sounds better with you.

Niente da fare, la musica dei Daft Punk è pari all'enogastronomia della loro terra: i formaggi ed i vini francesi piacciono o non piacciono, proprio come le atmosfere per metà festaiole e per metà estetiche di Thomas e Guy-Manuel. Alive 2007 non è di sicuro un concerto ricco di interazione, ma nulla toglie al duo francese le capacità uniche di emozionare anche nello scenario più ostico a molti DJ, il live appunto, e la voglia continua di stupire, la cui ultima incarnazione è l'OST di Tron, legacy: ma questa è un'altra storia, ancora futura, come le fabbriche del quarto millennio i cui ritmi i Daft Punk dipingono come nessun altro.

Voto 8,5

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