Aphex Twin - Girl/boy EP

Scritto da Davide Dama, il 16 Dicembre 2010

ImmagineE' un pazzo, senza mezzi termini. Aphex Twin, all'anagrafe Richard David James, è uno dei protagonisti incontrastati della musica moderna, in particolare della scena elettronica: il suo ambient dai toni fortemente acid, assolutamente geniale per alcuni, assolutamente senza senso per molti altri, nel bene o nel male ha influenzato una quantità di artisti inimmaginabile, e non di meno la cultura popolare. Non è difficile incontrare nei dischi ambient di tanti artisti attivi nel 2010 passaggi praticamente inventati da James almeno tre decenni fa, così come non è raro che chi decida di avvicinarsi alla sua musica (?) resti tramortito dall'impatto col suo album paradigma, Selected ambient works 85-92. E' per questo che sarebbe meglio cominciare, secondo molti, da un EP, da un disco passato in secondo piano nella sconfinata carriera di Aphex Twin, quel Girl/boy EP che rappresenta il James che chi lo conosce non si aspetta, e chi gli si avvicina per le prime volte probabilmente è più confortato nell'ascoltare.

Se la copertina dell'EP raffigura la tomba del musicista (?) irlandese, una ragione ci sarà anche: ed infatti, accantonate le ipotesi che vogliono lo stile grafico di questo lavoro affine alle follie visionarie di Windowlicker EP e Drukqs, la morte di Aphex Twin è effettivamente quanto di più vicino alla realtà musicale di questo EP, che si apre con l'inaspettata title track Girl/boy, che sembrerebbe rubata dalla colonna sonora di The sims almeno fino a quando non rivela il suo nucleo profondamente dubstep. Rimane, comunque, uno dei pezzi più armonici mai sentiti da parte dell'artista (?) irlandese, che continua a stupire con la seconda traccia Milkman, altro pezzo fin troppo tranquillo per le solitamente tarantolate partiture di James: non che Aphex Twin ami poi abituarsi a questo genere di cose, ed infatti ecco tornare i BPM altissimi e le distorsioni profonde in INKEY$, traccia di certo più appropriata a chi lo segue sin dai principi. Ora, tutto lascerebbe presumere delle tracce conclusive in pieno stile Aphex Twin, ossia folli e visionarie, nonostante questo sia solo un EP (James ci ha abituato a lavori brevi di grande densità specifica): altra sorpresa, tutto questo non accade, e scopriamo che INKEY$ era solo un'isola nostalgica dedicata al passato non tanto recente dello stile di Aphex Twin, isola dalla quale veniamo traghettati lontano dall'affascinante Beetles e da due remix della title track, uno in salsa drum and bass, ed uno sotto acidi (in senso musicale...non sottovalutate il termine techno). Roba da chiudere gli occhi e pensare. Solo pensare.

Un gusto strano, sì, ecco cosa lascia in bocca questa mezz'ora o poco meno: un sapore acidulo ed insapettato per chi conosce Aphex Twin da prima del 2000, un sapore agrodolce ed a tratti fastidioso per chi non l'ha mai sentito, abbastanza intrigante da, sperano i primi, incuriosire all'ascolto del musicista (?) irlandese. E pensare che è solo un EP...e che c'è chi ha il coraggio di definirlo venduto.

Voto 8,5

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