Cee-Lo - The Lady Killer

Scritto da Davide Dama, il 16 Dicembre 2010

Tante volte abbiamo visto trasformazioni inaspettate nel mondo della musica, veri e propri fulmini a cel sereno: la cintura nera di plurimetamorfista, però, negli ultimi anni se l'è guadagnata a pieno titolo quel Cee-Lo che, dopo una carriera non brillantissima come MC nei Goodie Mob, dopo una più felice carriera solista sempre nello scenario underground e la celebrità definitiva con la riuscita collaborazione con Danger Mouse negli Gnarls Barkley, nel 2010 se ne esce con un nuovo sforzo solista in pieno stile motown. Sì, perchè The lady killer è un disco che potrebbe tranquillamente fare da colonna sonora a Love boat, e che nonostante questo non convince quasi per niente.

Per intenderci: non che la qualità degli arrangiamenti sia pessima, tutt'altro. I due album prodotti con Danger Mouse devono evidentemente aver lasciato un segno nella testa di Cee-Lo, e va riconosciuto all'intero disco un netto salto di qualità rispetto a quelli solisti del periodo precedente agli Gnarls Barkley, che sì erano scusati dallo stile poco propenso alla sperimentazione (l'alternative rap), ma di certo non avevano la classe di uno come l'ideatore di The grey album. Il punto morto del disco non è nemmeno la voce di Cee-Lo stesso, che se nel rap non aveva trovato la sua perfetta collocazione, nel soul e nel pop di questo The lady killer sembra essere nel suo elemento naturale: piuttosto, è l'intera atmosfera che l'album trasuda che lascia un sentore negativo, poco convincente, come se questo ostentato esperimento vintage sia stato fin troppo mescolato con gingle commerciali del 2010. Cerchiamo di capire.

A dirla tutta, non è facile nemmeno trovare un'identità netta e personale a tutte le tracce. Troppe, troppe si somigliano in troppi, troppi punti, ed anche l'ascoltatore più mediocre se ne accorge sin da subito: per non parlare del fatto che, da uno della caratura di Cee-Lo, che sempre ha prediletto delle tematiche di una certa densità, ci si poteva aspettare ben più di un concept album su un latin lover (come testimoniato dall'Intro). I synth iniziali di Bright lights bigger city non sono per niente un buon presagio, ed infatti la seconda traccia si regge in piedi solo grazie ai vocalizzi di Cee-Lo: triste a dirsi, questa combinazione si ripete in molti dei pezzi dell'album, eccezion fatta per le successive Fuck you e Wildflower, uniche tracce davvero ben riuscite del disco, uniche che riescono a fondere in modo vivo e coerente la particolarissima voce di Cee-Lo e degli arrangiamenti funk di un certo livello. Tutto il resto è noia, tanto per citare Califano: Bodies è un malriuscito tentativo di emulare lo stile malinconico degli Gnarls Barkley, Love gun un pezzo che avrebbe avuto avere un futuro brillante se solo fosse stato progettato più a lungo, mentre Satisfied, I want you, Cry baby e Fool for you sono praticamente indistinguibili l'una dall'altra, non fosse per qualche riff di basso a dar loro tono. Se non altro, il finale del disco vive qualche momento di risveglio grazie alla ben riuscita It's OK (comunque fin troppo simile a Fuck you) ed alle lente ma intense Old fashioned e No one's gonna love you, forse fin troppo sottostimate dalla critica statunitense, che invece acclama quella parte iniziale di disco tanto marcatamente vintage da sfociare nel paradosso. Unica nota sperimentale del disco la curiosa Outro, ma davvero non basta per salvare un album non male, ma troppo poco studiato.

Poco c'è da aggiungere a questa recensione, e molto ce ne sarebbe all'album: The lady killer, nonostante ci restituisca il piacere di ascoltare la talentuosissima voce di Cee-Lo, è un disco fin troppo scarno dal punto di vista musicale, che davvero non si può addire a chi di musica se ne intende, e che davvero non regge il confronto con i due capolavori degli Gnarls Barkley. Ci perdoni Cee-Lo, ma lo preferivamo quando le musiche ed i testi glie li scriveva Danger Mouse.

Voto 5

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