Mike Shinoda lavora vocalmente meglio in coppia o da solo?

Scritto da Michael Formica, il 05 Settembre 2018

Dopo un anno di distanza dalla tragica dipartita di Chester Bennington, il nome di Mike Shinoda è sempre oggetto di discussioni e dibattiti. Molte le domande che tengono i fan col fiato sospeso legate al destino suo e della band ma, nonostante il forte impatto che la perdita dell’amico e collega ha avuto (e continuerà ad avere) sulle vite di molte persone, lui si sfoga come sa fare meglio: creando musica.

Post Traumatic ha suscitato sentimenti contrastanti: c’è chi lo ama e chi lo ritiene un lavoro raffazzonato, chi riesce a rispecchiare i propri sentimenti trovandovi una valvola di sfogo e chi sospetta di qualche metodo poco opportuno per lucrare sull’accaduto. Indipendentemente da come la si guardi, Shinoda ha “regalato” al mondo nuove tracce per ricordarci che non è assolutamente chiuso il suo capitolo legato alla musica.

Tuttavia, dopo numerosi ascolti, sorge un dubbio: Shinoda lavora vocalmente meglio in coppia o da solo? La domanda viene spontanea osservando la carriera musicale del compositore che spesso ha condiviso le linee vocali con altri artisti. Nei Linkin Park sono ben poche le canzoni in cui è presente soltanto la voce di Shinoda e la stessa cosa vale per le collaborazioni del rapper. In The Rising Tied dei Fort Minor, Mike era spesso affiancato dai Styles of Beyond e da vari cantanti come John Legend, mentre in altre occasioni ha avuto accanto gente come Busta Rhymes, Cypress Hill e Chino Moreno.

Parlando di Moreno, Lift Off sembra il brano che ha messo tutti d’accordo sull’essere uno dei migliori dell’album. Che il rap di Mike sia solido e ricco di energia è risaputo ma quando accanto a sé si trova una voce solista di alto livello il tutto è reso in modo diverso. Il motivo potrebbe essere legato alle prestazioni vocali di Shinoda che, spesso limitate se comparate a quelle di altri cantanti, non riescono a dare un valore aggiunto al suo rap.

Ad alimentare il dubbio troviamo canzoni come Make It Up As I Go (presente in Post Traumatic) e molti brani altri brani come Carry Me Away (brano eseguito in collaborazione con i Cypress Hill) e le linee vocali di Castle of Glass e Iridescent. Con una più attenta riflessione possiamo, forse, trovare una risposta al quesito di partenza. Gran parte dei brani solisti di Mike non riescono a far sposare interamente la sua voce quando si esce da un contesto di armonia costante, fattore chiave della musica rap. 

Lift Off ne è un ottimo esempio, un ritornello così differente dalle strofe cantate dal rapper non avrebbe assunto lo stesso spessore di ciò che è riuscito a fare Moreno, non solo per le indubbie ed indiscusse abilità del cantante dei Deftones, ma per via dello stacco vocale evidente che avrebbe richiesto la parte. In brani meno marcati e con melodie costanti, Shinoda riesce a reggere il peso della canzone ed a sfoggiare un ottimo risultato grazie alla strumentale che non lo obbliga a superare limiti invalicabili come accaduto ad esempio in Iridescent o in brani dove l’hip hop si unisce ad un cantato che non prevede particolari virtuosismi o prestazioni vocali come Watching As I Fall o Welcome.

Non dimentichiamo che sin dall’inizio della sua carriera, Mike ha sempre accompagnato Chester con il suo rap e i suoi cori per poi dedicarsi maggiormente al canto soltanto con l’inizio dell’evoluzione sonora dei Linkin Park avvenuta durante la produzione di Minutes To Midnight. Per quanti spunti di riflessioni, tesi e antitesi possiamo sfoggiare a riguardo, resta il fatto che la sua voce subirà inevitabilmente le difficoltà d’esecuzione di determinate tipologie di brani. Impossibile pensare che possa eseguire pezzi simili a War o Given Up dal vivo, di conseguenza è facile supporre che i suoi lavori futuri non saranno indirizzati su quel filone vocale, bensì, come già ricordato, su sfaccettature più rap o pop in cui si è spesso cimentato dando prova di riuscire a reggere bene il confronto con altri artisti del settore. 

In conclusione, in alcuni brani di Post Traumatic, la sua voce di Mike ha dato prova di poter funzionare da sola, ma indubbiamente il suo talento emerge maggiormente quando può lavorare affiancato da altri cantanti con la quale riesce spesso a sfornare brani solidi e performanti. Della serie non sempre l’uomo forte è più forte da solo. 

Commenti

Torna in cima alla pagina

Cerca nel sito...