Nuova intervista a Mike: "Post Traumatic è stato davvero terapeutico"

Scritto da Marisol De Rensis, il 23 Giugno 2018

 mike shinoda

Poco prima del suo show a New York, Mike è stato intervistato da Fox5NY (qui trovate il video). Più che del nuovo album Post Traumatic, questa volta l'intervista è stata incentrata sull'importanza del benessere mentale di ognuno di noi e sul suo rapporto con Chester.

Ecco la traduzione di quanto detto da Mike:

Nel complesso, qual era l’obiettivo dell’album?

Ho attraversato davvero un brutto periodo, perdendo un mio caro amico, andando incontro a domande tipo “significa che la mia carriera è finita? Tutto quel che ho fatto è danneggiato per sempre?” E il semplice fatto di far musica è stato davvero terapeutico, come se fosse quasi una meditazione. Sei lì e suoni solo gli strumenti senza parole, poi ho iniziato a scrivere qualche testo e infine qualche canzone. Fondamentalmente, mi sono incaricato di scrivere questa sorta di diario musicale sui progressi che facevo durante il corso dell’anno.

In molte interviste hai parlato di come porre fine alla superficialità che ruota intorno ai disagi mentali e il suicidio. Cosa intendi? Sono sicura che dopo quello che è successo con Chester, guardi le cose in modo molto differente.

Sì, sai, spesso quando chiedono “come stai?” noi rispondiamo semplicemente “Sto bene”. E “bene” è una chiave. Se senti qualcuno dir così solitamente non se la sta passando bene! Abbiamo parlato molto di benessere mentale e una cosa che ho imparato è che le persone spesso sono davvero consapevoli della loro salute fisica, ma non quanto siano consapevoli o comunicativi del loro benessere mentale. Ecco un esempio semplice. Qualcuno si sveglia e dice “mi fa male la schiena” ,quindi pensa “forse è solo stanchezza e dovrei star a riposo” o “mi fa troppo male, forse dovrei ricorrere a qualche rimedio medico” oppure “fa decisamente troppo male, non riesco ad andare a lavoro, forse dovrei chiamare un dottore.” Ecco, puoi applicare tutto ciò anche alla tua mente. Puoi dire “oh, mi sento un po’ giù, ho bisogno di star tranquillo oggi” e magari può semplicemente significare “non entrerò sui social media perché mi agitano” oppure “forse dovrei prendere qualche medicina, per aiutare a bilanciare il mio umore”. Ma se stai davvero male hai bisogno di consultare un professionista perché loro possono davvero aiutarti. Si arriva a realizzare “ehi, io sono importante più di qualsiasi altra cosa!” ed è importante parlarne. Se qualcuno ci chiede come stiamo, dobbiamo fermarci un attimo e pensare davvero a come stiamo, prima di rispondere. E magari puoi dire “in realtà sto benino, ma c’è questa cosa..” e nel momento in cui lo dici a qualcuno, quel problema diventa più piccolo e permette all’altra persona di capire ciò che stai attraversando. E anche se sei troppo irascibile o reagisci male, loro possono dire “capisco perché si comporta così”.

Hai mai avuto conversazioni simili con Chester? Voi ragazzi eravate davvero molto amici.

Si, molte volte. Tornando indietro alle nostre canzoni, è importante sapere che sono state scritte da entrambi. Alcune le ho scritte io, alcune lui, e altre insieme. Ci conoscevamo l’un l’altro così bene che potevo presentarmi da Chester con un testo su di lui e dirgli “riguarda quella cosa di cui abbiamo parlato quella volta”. È capitato molte volte e spesso finiva per diventare una delle sue canzoni preferite che io avevo scritto per lui.

Ti eri accorto di qualcosa?

Beh sai, nel corso degli anni abbiamo avuto moltissime conversazioni dove c’erano dei segnali. Vuoi fartene una colpa e vuoi prendertela con te stesso, ma ho parlato con un sacco di persone che hanno attraversato una situazione simile perdendo un amico o un familiare. La verità, è che non puoi stare con qualcuno 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Non puoi salvare qualcuno. Ciò che puoi fare è fargli sapere che ti importa, puoi far attenzione ai segnali, puoi cercare in tutti i modi di incoraggiarlo a sfogarsi e buttar fuori ciò che ha dentro o incoraggiarlo a chiedere aiuto.

La vedova di Chester, Talinda, molto vicina a tutti noi della band, ha iniziato un movimento chiamato 320 Changes Direction e si può andare sul sito e imparare i segni del benessere mentale o i segni di qualcuno in difficoltà. Credo che sia molto importante e chiunque si sente preoccupato per sé stesso o per qualcun altro decisamente dovrebbe farlo, perché potrebbe imparare qualcosa in più e ottenere informazioni molto utili per aiutare.

Com’è stato per te, tornare sul palco senza di lui, dopo tutti i tour che voi ragazzi avete sempre fatto insieme?

È ancora strano. E’ ancora davvero molto strano. Proprio l’altra sera son stato ospite in uno show e ho avuto la possibilità di suonare con i The Roots. Tra l’altro sono cresciuto ascoltando la loro musica, quindi poter suonare con quei ragazzi è stato molto speciale, ma ad un tratto ho detto a loro “anche se sono sul palco con una band, sembra ancora così strano”. E sto cercando il modo per abituarmici perché il futuro con i Linkin Park è sconosciuto. Non stiamo dicendo che non ci sarà o che ci sarà. Nessuno di noi lo sa, ma è semplicemente quel che è. Non è un viaggio con una meta prefissata, stiamo guardando alle cose man mano. Avrò uno spettacolo stasera e non vedo l’ora perché ci sarà un pubblico molto intimo, e ci saranno moltissimi fan; e voglio che tutti loro sappiano che, anche se nelle canzoni scavo a fondo in tutto ciò che è successo, voglio che si divertano e voglio divertirmi. Voglio che le persone vengano e passino una bella serata, che sia piacevole ma anche significativa.

Quindi stai usando la musica, come un vero artista, per diffondere un messaggio.

È quello che penso. Sai, recentemente si è parlato di Anthony Bourdain e Kate Spade e purtroppo ci sono dozzine di persone ancora. E che tu sia un giornalista, un artista o una persona di una certa influenza, hai la responsabilità di esser consapevole che molte persone che ti ascoltano sono più fragili di altre, e alcune volte il rischio è molto alto. Quando si parla di suicidio, dovremmo dire “morto per suicidio” anziché “si è suicidato” , perché quella è una frase forte, si concentra sulla persona e non su quello che è successo. E non si deve essere espliciti sul modo in cui è successo, perché le persone non ne hanno bisogno e di certo non ne ha bisogno la famiglia. Si è più rispettosi se ci si attiene semplicemente ai fatti senza rendere il tutto un dramma. Tutti questi sono modi rispettosi, per parlarne con il giusto tatto.

Parlando del processo che hai attraversato in questo anno, come ti senti adesso?

Tutto considerato, credo di sentirmi davvero bene. Non ho chiesto io le carte che mi son state date, ovviamente, e ricordo sempre alle persone che ogni parte di me sarebbe letteralmente devastata, se loro dimenticassero che Chester era uno dei più grandi cantanti rock di sempre. Assolutamente lo era, ed era un ragazzo eccezionale. Detto questo, sto andando avanti con la mia carriera come musicista e parlo sempre con i ragazzi della band. Per quanto riguarda il futuro imminente ho appena pubblicato un album, molti fan lo adorano e non vedo l’ora di andare agli spettacoli per cantare con loro.

 

Fonte: Fox5NY

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