Articolo del Los Angeles Times su ATS

Scritto da Pavlo, il 16 Settembre 2010

 

Brad e Mike

 

Sul Los Angeles Times è comparso un articolo contenente un'intervista ai Linkin Park a riguardo del nuovo album A Thousand Suns. Qui di seguito potete trovare la traduzione dell'intero articolo.

I Linkin Park dritti verso “Un migliaio di soli”

Non sembra niente male l'idea della band di sperimentare nuovi stili. 'Non voglio più urlare' dice il cantante Chester Bennington.

Un uomo della sicurezza era stato incaricato di sorvegliare i NRG Studios nell'Hollywood del nord quest'estate, cosa che sembra abbastanza amichevole se imposta durante la sessione di incisione del nuovo album dei Linkin Park. Nello studio la maggior parte dei giorni era presente il produttore-rapper Mike Shinoda, che lavorava con una grande scheda audio o che restava piegato su un monitor,  impegnato ossessivamente nella notte con nuovi suoni e nuovi remix e  determinato sul fatto che niente sarebbe dovuto trapelare al mondo esterno.

"Abbiamo dovuto prendere alcune precauzioni aggiuntive" spiega Shinoda, barbuto e informale in una maglia blu scura da lavoro, riferendosi alla protezione speciale nel mese di Luglio. E nonostante ciascun membro dei Linkin Park avesse un ruolo di importanza creativa, è Shinoda che comandava la nava all'interno dello studio. "E' una delle cose che preferisco fare e mi sono lasciato un po' trasportare. Sono diventato ossessivo e lavoravo 12 ore al giorno, sette giorni su sette alla settimana e stavo andando in esaurimento."

Da quel che dice, il gruppo era negli ultimi gioni di lavoro per il nuovo album dei Linkin Park, "A Thousand Suns". La collezione di 15 tracce ha portato la band a distaccarsi molto dalle sue origini, condensando metal e hip-hop in un suono più privo di forma, stratidicato e provocante.

"Lo fai nella speranza che le persone che sono ascoltatori casuali siano in qualche modo incentivati a lasciarsi prendere, per liberarsi dallo stato di zombie che la musica normale crea" spiega Shinoda. "Non sto dicendo che non abbiamo mai fatto parte di questa cosa con ricezione pop. Dicamolo, abbiamo venduto una manciata di dischi."

Il lavoro sul nuovo album iniziò nel tardo 2008 nello studio casalingo di Shinoda e poi attraverso i gadget musicali della casa del DJ Joe Hahn, prima di spostarsi nel nord di Hollywood. Nel NRG Studio A, uno scheletro umano rivestito di vesti argentate sulla console hanno permesso a di commporre una nuova canzone intitolata "The Radiance", facilitando l'album a focalizzarsi fra il ricercato, con onde melodiche di elettronica e voci sussurrate. Poi nel bel mezzo della traccia emerge la voce del fisico J. Robert Oppenheimer che riflette sulla prima esplosione nucleare: "Ora sono diventato la Morte, il distruttore dei mondi."

Il primo singolo dell'album è "The Catalyst", una traccia rumorosa di intersezioni sonore e di intrecci vocali tra le voci di Shinoda e del cantante Chester Bennington, ma le altre canzoni sono più tranquille, sostituiscono la rabbia del cantare a squarcia gola con qualcosa di più vulnerabile.

"Alcuni grandi gruppi e grandi artisti hanno fatto grandi cambiamenti nel loro stile perchè sentivano il bisogno di qualcosa di nuovo" dice Shinoda. "Probabilmente c'è una sensazione che questo possa essere il momento per noi di sbloggare un ponteziale per il futuro del gruppo che non è esistito prima di questo album."

Per i Linkin Park, non c'è niente di meno drammatico di quando Dylan si dedicò all'elettronica, o dei Radiohead che si trasformarono in elettronica, mandando i fan e la critica fuori dai gangheri. Le transizioni del gruppo rappresentano il viaggio iniziato con l'intenso suono nu-metal/rapcore dei primi album del gruppo - "Hybrid Theory" del 2000 e "Meteora" del 2003 — non un piccolo rischio per un gruppo abituato a vendite multi-platino e a rotazioni infinite nelle radio rock moderne.

Questa evoluzione è iniziata con "Minutes to Midnight" nel 2007, la loro prima collaborazione con il produttore Rick Rubin, che è tornato a co-produrre per "A Thousand Suns" con Shinoda. La scrittura è diventata più inerente alla canzone e i membri del gruppo sono andati al di là dei loro ruoli tradizionali: Hahn ha negoziato giradischi per i campioni, il batterista Rob Bourdon ha rivelato la sua bravula con il piano e il bassista David "Phoenix" Farrell si è dedicato alla chitarra e alle tastiere.

"L'ultimo album ha portato i loro fan a conoscenza che questo gruppo non avrebbe prodotto lo stesso tipo di album per sempre" dice Rubin in un'intervista telefonica. "Quando è uscito l'ultimo album, ha veramente diviso gli ascoltatori, come ci si aspettava. Lo sapevamo che stavano facendo un album molto, molto diverso... Stanno sperimentando. Stanno per fare musica che ecciterà i loro fan."

Sono arrivati tardi nella scena nu-metal, sorgendo dai sobborghi di Agoura Hills appena prima della fine dei '90 con il rilascio di "Hybrid Theory" al più grande successo internazionale, mentre fuggivano dal gioco di confrontarsi con gli altri gruppi rap/rock contemporanei. Le canzoni dei Linkin Park sono ugualmente alimentate dalla rabbia, dall'ansia, dalla frustazione, ma anche da un po' di speranza giovanile e di aspettative che hanno mantenuto il suono multiculturale del gruppo libero dalla sporcizia, dalla depressione o dall'arresa.

"L'ho realizzato tre anni fa: non voglio più urlare" dice Bennington, 34 anni, entrando nello studio dopo un viaggio dalla sua casa in Orange County, con i suoi capelli tagliati quasi alla radice. "Penso che tutti noi a questo punto abbiamo pensato 'Se continuerò a fare questo, questo è proprio quello che voglio continuare a fare per il resto della mia vita.'"

Le sue caratteristiche sono la disponibilità a saltare in un nuovo territorio emotivo dovuto alla sua esperienza di crescere quattro ragazzi (età 4, 8, 13 e 14 anni), con un allargamento delle sue vedute musicali: "Sono padre ora. Sono ispirato a cantare in questo modo."

"Quando ero ventenne, avrei potuto dirvi 'Io odio i Beatles. Non c'è speranza che io possa ascoltare roba simile'" aggiunge Bennington, il cui modello personale poi era lo spettacolo punk-rock ruggente e strisciante dei Misfits. "Ora, potrei dirti che amo i Beatles e che non me ne sono reso conto fino a quando non ho avuto 27 anni: 'Oh. E' quello di cui parlano tutti' Era strano. E come se a tutti improvvisamente fossero piaciuti i broccoli. Ora adoro i broccoli."

La scorsa settimana, i Linkin Park hanno incontrato alcuni dei loro fan devoti a  Hollywood per ima festa di ascolto all'Henry Fonda Theatre, riproducendo in anteprima l'album per 1,200 ascoltatori assieme ad uno spettacolo con i laser contenente immagini riguardanti soli raggianti ed esplosioni nucleari, navicelle spaziali impennanti e un robot DJ ai piatti.

Ci sono stati degli evviva per alcune canzoni e silenzio contemplativo e applausi per le altre. Durante una seduta Q&A successiva allo spettacolo, tutti e sei i membri del gruppo hanno ascoltato le reazioni a caldo, scherzando facilmente con la folla, come quando DJ Hahn ha rotto il chiaccio dicendo "Le impressioni negative sono come i pomodori emotivamente marci."

Seduti tutti assieme sullo stage, il gruppo ha raccolto tutto l'insieme delle emozioni, sia le lodi che le incertezze. Shinoda ha insistito sul fatto che un suono nuovo non significa che i Linkin Park hanno iniziato a rifiutare il loro stile musicale iniziale. E Bennington si è rimpossessato del suo microfono per spiegare il suo semplice desiderio di crescere, per sorprendere gli ascoltatori e se stessi e per "fare musica che sia ispirata da noi stessi e che ci renda felici".

 

Fonte: Los Angeles Times
Thx to:  Steve Appleford

Commenti

Torna in cima alla pagina

Cerca nel sito...