"Let the sun fade out and another one rise"

Scritto da LPIT Staff, il 31 Dicembre 2012

Un altro anno sta per finire: il 31 Dicembre è finalmente arrivato e quale momento migliore se non questo per tracciare un resoconto di questi 366 giorni? I fatti accaduti sono stati molti, sia per quanto riguarda l’universo dei Linkin Park (soprattutto con la pubblicazione di Living Things) che per la nostra “piccola” community.

Ecco quindi per voi alcune riflessioni, scritte dai nostri Giulio e Giorgio, su quello che i Linkin Park hanno fatto nel 2012 e quello che li aspetterà nell’anno venturo:

Volendo trarre un bilancio finale di questo 2012 arrivato oramai agli ultimi sgoccioli,  possiamo affermare come questo sia stato, a tutti gli effetti, un anno di morbida “transizione” per i Linkin Park. Abbiamo accolto il nuovo disco, Living Things, ancora storditi dai fasti del precedente concept-album e, come c’era da aspettarsi, la band californiana ha confermato e sottoscritto l’impianto musicale introdotto in A Thousand Suns,  per l’occasione ripulito ed alleggerito del background tematico prima accennato in Minutes To Midnight, poi allargato e raffinato nel disco capolavoro seguente. In questo 2012, i nostri hanno scelto di puntare su un’opera senza troppe pretese dal punto di vista sperimentale, ma che rispecchia, una volta di più ed in maniera cristallina, ciò che la band intende essere in questo momento, e ciò che essa si pone di proporre al suo pubblico in questa fase della loro storia: produzioni pulite ed immediate, in grado di accontentare più o meno tutti e senza scontentare nessuno. Living Things rappresenta una sorta di manifesto divulgativo “prendere o lasciare”, una collezione di bei brani disgiunti che non mettono in luce, come al solito, nessuna qualità individuale ma esaltano al contrario il lavoro del collettivo nel tirar fuori dal cilindro brani semplici ma di impatto. L’opinione della fan-base si è non poco divisa, come oramai di consuetudine, sul giudizio in merito a questo disco: chi lo ha promosso più o meno a pieni voti anche per alcune ritrovate sonorità ereditate dai primi anni di carriera del gruppo, e chi al contrario avrebbe preferito un ulteriore approfondimento del percorso sperimentativo iniziato un paio di anni fa. L’opinione di chi vi scrive sta nel mezzo: probabilmente Living Things non entrerà nell’antologia musicale di nessun critico di fama (nemmeno il disco precedente del resto), ma considerata la tempistica, è comunque da premiare la capacità di questa band di preferire sempre la via della sfumatura, dell’ibrido fra mondi musicali diversi e contrapposti, conservando quel sottile carattere di unicità nella loro musica che conosciamo da più di un decennio.

C’è però una sostanziale differenza rispetto ad altre fasi transitorie del passato, come avvenne ad esempio nel periodo compreso tra l’uscita di Meteora e quella dell’iper-criticato Minutes To Midnight: i californiani non lasciano all’interno di questo disco alcun indizio o traccia che lasci anche lontanamente presumere nuovi orizzonti o nuove strade da percorrere nel loro futuro artistico. In questo senso, più che una fase di transizione, si potrebbe parlare di un equilibrio raggiunto, di una stasi della quale non possiamo dire nulla per quanto riguarda il futuro della band nel medio-lungo termine. Pur non disponendo della sfera di cristallo, è prevedibile (e pure auspicabile) che nella fase successiva al tour dell’anno prossimo, la band possa scegliere di prendersi, con pieno diritto, un periodo di pausa di riflessione dal quale poter trarre nuova inerzia compositiva.

-Giulio (Evilkittie)

Siamo già tutti morti da dieci giorni. Non ve ne siete resi conto, ma è successo. Roberto Giacobbo ha posizionato una manciata di bombe termonucleari al centro del nostro pianeta e ci ha uccisi tutti nella volontà di dimostrare di aver ragione proclamando per anni le sue fantomatiche profezie dei Maya sulla fine del mondo. Non ve ne siete accorti? Davvero non vi siete accorti quando la terra è esplosa in mille pezzi, siamo tutti morti e ora scriviamo via wi-fi dall'aldilà? No? Io personalmente ho deciso di fare un flashback per ricordarmi di quanto accaduto in questo 2012 apocalittico; ma ricordarmi tutto quello che è successo nella sua interezza è troppo noioso, quindi mi soffermo solo su un aspetto e credo proprio che sceglierò i Linkin Park (ovviamente è una scelta puramente casuale)

Il 2012 per i Linkin Park è stato un anno importante. Già a gennaio, nella videochat con i fan,  Phoenix aveva fatto trapelare le prime informazioni su un album ancora senza nome e completamente avvolto nel mistero. I mesi passavano e le interviste ai membri della band si susseguivano lanciando vagonate di fumo ai fan come noi, impazienti di avere sempre nuove informazioni. I Linkin Park in questo senso non sono cambiati di una virgola: in primis Mike Shinoda è un maestro nell'arte di parlare senza dire assolutamente nulla. Iconica è la sua affermazione:

“Facciamo passi avanti ma allo stesso tempo è un lavoro che coinvolge anche il passato. Con questo non voglio dire che il nuovo album sarà come Hybrid Theory, non sarà così, ma c'è un'energia che ricorda qualcosa."

Tutto molto bello, ma cosa significa precisamente? Una strategia come un' altra per aumentare il hype tra gli appassionati. Sono in tanti a usarla, ma pochi con le capacità dei Linkin Park. Ad Aprile infine prese ufficialmente forma il nome dell'album: Living Things. Alcuni giorni dopo vide la luce il primo singolo, Burn It Down, e la traccia Lies Greed Misery. Probabilmente è stato il modo peggiore di presentare un album, iniziando con le due canzoni peggiori di un plotto tutt'altro che malvagio. 

Fatto sta che le aspettative erano molto alte anche per questo album, sia fra gli scettici che fra gli speranzosi. Il 26 giugno al mondo fu presentato Living Things. Luci e ombre, ma è il tipo di album che era lecito aspettarsi ed esattamente il tipo di lavoro di cui il gruppo necessitava dopo A Thousand Suns: idee chiare, canzoni dirette e assenza di fronzoli.

In chiave futura, cosa è lecito aspettarsi dai Linkin Park? Dire "che continuino sulla loro strada" è banale e scontato, ma è proprio quel che faranno e che è da augurarsi che così sia. I Linkin Park cambieranno ancora? Probabilmente si. Dove esattamente è difficile a dirsi, ma ci sono più elementi su cui sicuramente insisteranno. L'elettronica, il doppio cantato di Chester Bennington e Mike Shinoda, le strizzate d'occhio e le prese in giro ai fan, le interviste in cui parlano senza dire nulla e la volontà di distinguersi musicalmente dalle altre band in circolazione. Quali successi avranno ce lo dirà solo il tempo.

Un momento. Quale chiave futura? Il mondo è finito e siamo tutti morti. L'avevo già quasi dimenticato. In tutto questo c'è stato anche un rinnovamento del nostro sito all'inizio di ottobre per cui tutti dobbiamo ringraziare il nostro Stuz. Intanto vi lascio con una top&flop 5 del 2012 dei Linkin Park.

Top

  • È uscito Living Things.
  • Living Things è un buon album.
  • Linkin Park Italia si è rinnovato.
  • I nostri si sono dimostrati, come al solito, maestri del marketing.
  • I Linkin Park sono lontani dal fine carriera.

Flop

  • I video.
  • Lies Greed Misery.
  • Brad sparisce sempre più.
  • La collaborazione di Owen Pallet in I'll Be Gone serviva davvero?
  • Lies Greed Misery.

-Giorgio (Eru Ilùvatar)

Come ben sapete, l’anno che sta per finire non è stato fondamentale solo per i nostri sei ma anche per Linkin Park Italia, la community a cui voi date vita ogni giorno.  Fin dall’inizio del 2012 lo staff si è infatti concentrato in un nuovo progetto culminato nella pubblicazione del nostro nuovo “manifesto” e del nuovo sito, disegnato interamente dal nostro Luca (Stuz). A questi due eventi si sono affiancate diverse iniziative, come il listening party, a cui moltissima gente ha partecipato, e il rinnovamento di tutti i contenuti del sito, tutt’ora in corso d'opera.

Ma non è finita qui. Con l’arrivo dell’anno nuovo infatti, lo staff di Linkin Park Italia continuerà a mantenervi aggiornati sul mondo di questa fantastica band e contemporaneamente si proporrà molti nuovi obiettivi, che, come accade da dieci anni, potranno essere raggiunti anche e soprattutto grazie al vostro aiuto.

Infatti proprio qualche mese fa la nostra community ha compiuto 10 anni, un traguardo inimmaginabile quando Claudio (KloserInside) ha deciso di fondare una community sulla sua band preferita in un caldo e noioso 25 Giugno 2002.

Concludendo questo articolo di resoconti e buoni propositi per il 2013, vi auguriamo un felico anno nuovo, ricco di gioia e successi. 

TANTI AUGURI!

-Lo staff di Linkin Park Italia

 

 

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