Linkin Park: è il marketing, fratello!

Scritto da Gazza, il 07 Luglio 2012

 

chester

Paolo Madeddu, di Rolling Stone, ha pubblicato un articolo sul grado di diffusione nel mondo dei Linkin Park, della loro musica e non solo.

Ecco l'articolo:

I Linkin Park sono al n.1 in Italia. La classifica FIMI di questa settimana, uscita ieri (5 luglio 2012) ci dice che gli album più venduti in Italia sono:
1. Linkin Park, Living Things (Warner)
2. Justin Bieber, Believe (Universal)
3. Maroon 5, Overexposed (Universal)

È buffo, perché la classifica Usa, stando a Billboard, è molto diversa. Sì, moltissimo:
1. Linkin Park, Living Things
2. Maroon 5, Overexposed
3. Justin Bieber, Believe

Laddove la classifica britannica, stando alla BBC, è questa:
1. Linkin Park, Living Things
2. Maroon 5, Overexposed
3. Ed Sheeran, +
4. Justin Bieber, Believe

Ed Sheeran, da noi, è al n.28. I Linkin Park sono inoltre al n.1 in Germania, davanti alle glorie nazionali Die Toten Hosen, ma al n.2 in Francia, dove sono alle spalle della 26enne popstar Shy’m. Ma andiamo avanti con le informazioni, perché ne vale la pena.

La pagina Facebook dei Linkin Park ha 43.611.089 “Mi piace”. Forse, se guardate ora, sono di più. I Linkin Park hanno una partnership con Dell, che ha portato a un computer Linkin Park, con suoni esclusivi realizzati dai Linkin Park. I Linkin Park hanno stipulato un’intesa con i Los Angeles Dodgers, in modo che il loro album fosse venduto a prezzo speciale con i biglietti per la partita. I Linkin Park hanno tenuto un concerto privato al Club Nokia in occasione degli X Games. I Linkin Park hanno realizzato un documentario sul making of dell’ultimo album, visibile su Xbox di Microsoft o tramite Zune di Microsoft. Il video di Burn it down in 3D invece è stato concesso alla Nintendo. I Linkin Park hanno anche una partnership con la squadra di Formula 1 della Lotus e hanno raggiunto un accordo con la Kuuluu per realizzare un videogame nel quale il giocatore deve cercare fonti di energia sostenibili. I Linkin Park hanno concesso un brano di Living Things per la colonna sonora di un ennesimo film di vampiri. I Linkin Park hanno fatto una joint venture con la Signal Snowboards per realizzare una tavola griffata, in vendita a 600 dollari. Naturalmente ci sono tante altre partnership commerciali. Ma andremmo per le lunghe. Facciamo una parentesi, invece.

(parentesi) (googlando i termini “Linkin Park” e “commerciali”, si ottengono 602mila risultati) (wow, che scoperta) (che cosa penetrante da dire, no, che i Linkin Park sono commerciali?) (stupite gli amici col vostro acume critico, ditelo anche voi) (chiusa parentesi)

Il sito ufficiale dei Linkin Park linka iTunes e Amazon per acquistare l’album. È interessante, però, che in un recente libro intitolato The Art Of Community, di Jono Bacon, ci sia un’intervista in cui Mike Shinoda (dei Linkin Park) dà consigli ai giovani musicisti: “Non so perché, ma i fan pensano ancora che per avere i nostri album sia necessario andare su iTunes e Amazon. Noi li incentiviamo a comprare direttamente da noi: gli offriamo pacchetti che includono cose che non possono trovare da nessun’altra parte. Gli diamo di più, e per lo stesso prezzo. Non capisco perché, ma non lo capiscono”. Che cosa strana, un pubblico abituato a essere sommerso di brand e corporation, non riesce a farne a meno. Shinoda, se vi può interessare, dice anche: “Noi facciamo sondaggi per capire i nostri fan: cerchiamo di farci trovare nei luoghi dove si trova il pubblico”.

Sembra una buona strategia.

Passiamo ora ad altre considerazioni. Living Things dei Linkin Park è uno dei pochissimi album usciti negli ultimi 30 giorni cui i critici anglosassoni agglomerati da Metacritic non hanno dato una sufficienza. Sono 14 su 115 album. Tutti gli altri (101 dischi) sono più che sufficienti – apparentemente sono usciti tanti dischi belli o molto belli o stupendi, negli ultimi 30 giorni. Curiosamente, tra i bocciati ci sono nomi piuttosto noti, che magari è da un po’ che danno sui nervi ai critici. Gossip, Offspring, Joe Jackson, Lostprophets, Amy McDonald, Temper Trap. Tra i cento promossi, invece, parecchi sconosciuti o semisconosciuti. Un incoraggiamento ai nuovi talenti. Mica li puoi stroncare da giovani. Oddio, forse in qualche caso bisognerebbe. Comunque, tra i dischi bocciati, oltre a quello dei Linkin Park, c’è quello dei Maroon 5. I Linkin Park hanno avuto 57 punti. I Maroon 5, ne hanno avuti 54. 
E Justin Bieber? Lui è stato promosso per il rotto della cuffia, se la cava con una media di 68 punti. C’è un solo disco uscito negli ultimi tre mesi che ha il massimo dei voti, il fatidico 100 – e a riprova del coraggio titanico della razza dei critici, è un disco di quarantottomila anni fa: Graceland di Paul Simon, in ristampa.

E quindi, in conclusione, che dire. Uno non sa se è più zuccone il pubblico, oppure lo sono i critici musicali.

P.S.

Ah, se vi interessa, io personalmente per i Linkin Park ho un piccolo debole. Per qualche strano motivo, come si suol dire, mi arrivano. Peraltro, al penultimo disco, più che una recensione, ho riservato un’esecuzione che nemmeno i narcotrafficanti messicani. 
Tanto vi dovevo.

 

Una dichiarazione molto forte, ma che ritrae senza dubbio la realtà. Ognuno poi, può trarre le proprie conclusioni. Voi cosa ne pensate?

Fonte: Rolling Stone

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