"Una brillante raccolta definitiva"

Scritto da Gazza, il 14 Maggio 2012

 

Dopo la prima recensione integrale di ArtistDirect, questa volta è il turno di Noisecreep, che ha avuto la possibilità di ascoltare Living Things.

Ecco la traduzione dell'articolo:

Il mese prossimo (26 Giugno per l'esattezza) uscirà l’attesissimo nuovo album dei Linkin Park, intitolato Living Things. La band ha rilasciato il primo singolo Burn It Down, il mese scorso.

Questa settimana, Noisecreep ha avuto l’immenso piacere di ascoltare Living Things, nei NRG Recording Studios, il luogo in cui i Linkin Park hanno registrato l’album. In realtà, come il chitarrista Brad Delson ci ha spiegato prima di ascoltare l’album, la stanza in cui ci siamo seduti in North Hollywood (California) è anche il luogo dove la band ha registrato i primi due album, Hybrid Theory e Meteora, rispettivamente nel 2000 e 2003.

Co-prodotto da Rick Rubin e Mike Shinoda, l'album è composto di 37 minuti tiratissimi ed esplosivi, in cui c’è tutto quello che questa band ha utilizzato nel corso degli anni - dai densi e oscuri strati di tastiere ai ritornelli potenti e incredibili.

Chiaramente, i Linkin Park rimangono una band da non sottovalutare.

Composto da 12 tracce, Living Things prende il via con Lost In The Echo ed è subito chiaro dal tappeto di suoni in sottofondo che la band è in forma stellare. Le imponenti e drammatiche mura di synth, il complesso, ma stranamente accessibile, beat e il rap cattivo creano un atmosfera molto “Linkin Park”, che non sarà solo apprezzata dai fan di vecchia data, ma attirerà anche gente più giovane.

In My Remains ha per spina dorsale un tamburo da marcia militare, accompagnato da una melodia davvero potente e, come avrete già sentito, il singolo Burn It Down è il classico dei Linkin Park, reso particolarmente potente dal muro di suoni che spesso la band californiana utilizza.

Tra gli altri brani migliori si possono segnalare I’ll Be Gone, che potrebbe essere un futuro singolo, la mutevole e lunatica Castle Of Glass e la selvaggia e intensa Victimized. Questo brano in particolare sembra quasi un dejà vù.

Il disco nel complesso è inarrestabile - un attacco senza fine di ritmi spessi, chitarre nervose e paesaggi sonori eterei.

Una delle due ballate dell’album, Until It Breaks (l’altra è Powerless), è una pausa piacevole, un pezzo evocativo di elettronica melodica che si costruisce e decade in una ancor più rigogliosa produzione di strati rispetto al resto delle tracce. Rubin è perfetto per la band e sembra aver lavorato particolarmente bene con Shinoda nel catturare il sound classico della band, oltre ad aver aggiunto di nuovi strati sonori per il mix.

Living Things scorre in 37 minuti tirati e forse l’ascoltatore medio avrebbe voluto sentire di più. Ma non c'è un secondo che sia sprecato e l’album è certamente soddisfacente. Sulla base del nostro primo ascolto, siamo abbastanza certi che sarà uno degli album più discussi (e suonati) dell'estate. Potente, ipnotico e completamente fedele alla forma, questa è una brillante raccolta definitiva, che rappresenta un importante band al suo picco, ancora una volta.

Grazie, Linkin Park.

 

Fonte: Noisecreep

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