"Il mondo ha chiesto un grande album rock. Finalmente l'ha ottenuto"

Scritto da Gazza, il 12 Maggio 2012

ArtistDirect ha avuto l'opportunità di ascoltare il quinto album in studio dei Linkin Park, Living Things, che vedrà luce il 26 Giugno e ha pubblicato una recensione sul lavoro dei sei californiani.

Ecco la traduzione dell'articolo:

Con il loro largamente anticipato quinto album in studio, Living Things, i Linkin Park perfezionano il concetto stesso di un tipo di musica ibrido. Rick Florino, di ArtistDirect, ha avuto modo di vivere questa esperienza in prima persona ad una sessione d'ascolto.

Tutti i migliori elementi del suond della band sono stati inseriti e ampliati in questo album. Quanto detto prima non è confermato solo dal primo incendiario singolo Burn It Down; ogni aspettativa è stata superata.

Veniamo ai fatti. Questo è il miglior disco dei Linkin Park e un punto di riferimento per il rock nel suo complesso. Il 26 Giugno i fedeli della band e gli appassionati di musica in generale avranno la possibilità di addentrarsi in un’incredibile esperienza.

Living Things prende vita con un tappeto di suoni strani con Lost In The Echo. Tutto è immediatamente scosso dai devastanti beat del batterista Rob Bourdon e dai magici e ariosi synth di Joe Hahn. Le chitarre di Brad Delson sventrano tutto, mentre Mike Shinoda si lancia in un verso ermetico che inizia con le parole: "You were that foundation". Chester Bennington canta prepotentemente durante il ritornello da stadio, legandosi in un'impenetrabile armonia con Shinoda. Rimangono il duo più intrigante attualmente in giro e la loro interazione qui è assolutamente incredibile. Una frenesia cibernetica sfrigola durante un bridge scratchato, prima degli echi di Bennington, che canta "This time I finally let you go". Il basso di Phoenix rimbomba in tutto il paesaggio musicale e improvvisamente ti trovi immerso in un mondo governato da questi sei individui.

Su In My Remains un torrente di scratch accompagna le massicce percussioni ballabili mentre la divina prestazione di Bennington si intreccia con la scintillante parte elettronica. Tamburi militari danno il ritmo alla parte centrale del pezzo, mentre Shinoda canta elegantemente un’inquietante armonia sul piano, annunciando " Like an army falling one by one".

Burn It Down è già un inno senza tempo a sé stante, che vanta quell’incredibile e irresistbile ritornello. Sulla sconcertante Lies Greed Misery sembra che Shinoda stia rappando da un altro universo. Questo pezzo è un maestoso schiaffo del 21esimo secolo, è hard rock incazzato e inebriante.

Dei battiti di mani si fondono con le tastiere di I’ll Be Gone, prima di un’altra prestazione incisiva. Il pezzo ha un grande inizio a cui si aggiungono gli eleganti riff di Delson. C’è un eleganza folk nella spaziale Castle Of Glass che rivela un testo molto poetico cantato dal duo Shinoda-Bennington: "I'm only a crack in this castle of glass." La band sfrutta quei momenti di vulnerabilità indie prima di dare il via alla loro traccia più heavy mai realizzata: Victimized.

Non hanno mai fatto niente di così cattivo e brutale. Beat thrash paranoici si uniscono ai tamburi tribali prima di uno scream squarciagola. È feroce, violenta, vibrante. Il drop inaspettato è semplicemente epico. Si può praticamente già vedere la folla che ribalta lo stadio per questo pezzo.

Roads Untraveled accenna al rock classico, ma è diversa da qualsiasi cosa mai sentita, soprattutto una volta che la distorsione fa la sua entrata in scena. Si intravede un accenno di elettronica potente in Skin To Bone prima dell’esplosione nel ritornello, un’altra sorpresa ben gradita. In direzione totalmente opposta troviamo Until It Breaks, una delle più belle ballad mai composte dal gruppo.

Il tutto culmina nella chiusura cinematografica di Powerless. Ha la pesantezza di un pezzo di John Williams e la potenza di uno dei Linkin Park.

Living Things non è solo uno dei migliori album del decennio, è un nuovo classico. Ancora una volta i Linkin Park alzano gli standard. Troviamo un incredibile sound ibrido, che mai avete sentito e che non sentirete fino al loro prossimo album.

Il mondo ha chiesto a gran voce un grande album rock. Finalmente l'ha ottenuto.

 

Traduzione: Noir & Gazza
Fonte: ArtistDirect

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