Descrizione di alcune tracce di Living Things

Scritto da Shinobi, il 02 Maggio 2012

HitFix ha ascoltato in anteprima sei tracce di Living Things e ne ha fatto una dettagliata descrizione. Le sei tracce in questione sono Lost in the Echo, In My Remains, Burn it Down, Lies Greed Misery, Until it Breaks e Castle of Glass.

Ecco per voi quindi la traduzione dell'articolo:

Dopo una piccola riflessione, Shinoda ha voluto farci ascoltare le prime quattro canzoni dell'album: "State per fare un piccolo viaggio...c'è un'atmosfera molto particolare" ha detto. Poi ha scelto altre due tracce che secondo lui sembrano rappresentare al meglio alcune delle sperimentazioni che la band ha provato nello studio.

La opener dell'album, "Lost in the Echo" comincia alla grande e resta tale, a smentita del solito modello di canzone dei Linkin Park, che comincia quietamente per poi esplodere in suoni cacofonici. Shinoda rappa all'inizio, poi entra Chester Bennington, con la voce circondata dall’eco. Come Shinoda ha sottolineato alla fine, a segnale di quanto la band guardi avanti, la canzone ha alcuni spunti anche dagli anni ‘80. Liricamente, il tema che pervade la canzone -e l'album- è un senso di disillusione e di delusione. “These promised are broken, defeated. Each word gets lost in the echo” canta Bennington.

Nel secondo brano, "In My Remains" Bennington canta di paura e di dolore su un paesaggio musicale elettronico, aggressivo, sonico, disarmonico e metallico. Si sposta su un preciso ritmo "rat-a-tat" militare non appena Bennington canta "Like an Army falling, one by one". Ripete la frase mentre la tensione cresce e la batteria di Rob Bourdon spinge tutto a ranghi serrati.

Non spenderemo troppo tempo su "Burn it Down" dato che è il primo singolo che starete già ascoltando. Ma diciamo che non vediamo l’ora di sentire qualche remix dance di questa canzone.

La traccia successiva, "Lies Greed Misery", è la più innovativa e accattivante delle sei che abbiamo ascoltato. La canzone si apre con Shinoda che rappa su synths filtranti e passaggi a strappi e suona come se i Linkin Park si fossero incrociati con Skrillex, a sua volta incrociato con M.I.A. Un bridge con tastiere frastagliate e sfocate lascia il posto a Bennington che canta "You did it to yourself" prima di iniziare ad urlare il verso più e più volte in una frenesia ipnotica.

"Until it breaks" inizia con Shinoda che rappa su un beat prepotente, circondato da beat provenienti da tutte le angolazioni verso di lui. La canzone si sposta verso un base rap che ricorda Kanye West con strumenti reali –chitarre e tastiere- sotto la voce di Bennington che prega per la "strenght of the rising sun". L'ambiente sonico diventa sempre più forte e rumoroso mentre le voci soccombono alle macchine.

Insieme a "Lies Greed Misery", "Castle of Glass" è sembrata quella più innovativa. Su una melodia quasi alternative country, Bennington canta "Take me down to the river bank... wash the poison off my skin...show me how to be whole again". È uno dei brani in cui si sente maggiormente l’innovazione della melodia, pur avendo una struttura tradizionale. Bennington e Shinoda cantano insieme "I’m on a crack in this castle of glass”, mentre le loro voci crescono insieme alla disperazione

Anche Golden Mixtape ha potuto ascoltare e descrivere le sei canzoni. Ecco l'articolo tradotto:

I brani sono stati ascoltati solo da otto persone nella stanza in cui è stata creata la musica.
“Lost In The Echo” e “In My Remains” conducono l’ascoltatore ad un esplosione lirica che sembra presentare delle idee opposte. Una dichiara “I won’t back up. I won’t back down” mentre l’altra soccombe: “Wash away the worst of me.”

Segue il singolo “Burn It Down” insieme ad altre due tracce che secondo me saranno singoli: “Lies Greed Misery” e “Until It Breaks”. Tutti hanno ascoltato il singolo come se fosse familiare, invece le altre canzoni hanno richiesto due o tre ascolti.

“Lies Greed Misery” inizia con un’atmosfera indie rock, ma poi entra in gioco il caratteristico sound hip hop dei Linkin Park. Mike aveva già detto che non voleva cadere nel mercato di nicchia in cui i critici avevano già messo i loro primi due album, ma credo che con questa traccia Mike e soci comparano ciò che erano con ciò che sono oggi. Se nei loro primi lavori le parti rabbiose sembravano un ragazzino fuori controllo, la rabbia mostrata in “Lies Greed Misery” è un adulto arrabbiato che trasforma la sua collera in arte.

Quando è partita “Until It Breaks”, mi sono ricordato che sono passati vent’anni dalla rivolta di Los Angeles. Questa canzone mi ha ricordato di quando il rap parlava di qualcosa e non del nulla. La struttura della canzone mi ha fatto sentire come se stessi scappando dalla polizia. Questa sensazione degli anni ’90 è qualcosa da sottolineare e da esaltare in Living Things. Speriamo che ci siano più momenti come questo.

Ci si aspettava gran parte del disco, e invece “Castle Of Glass”  ci ha portato ai titoli di coda. Guardando il mio bloc-notes scarabocchiato posso scartare “Americana” e “Bayou”. Pensate a ciò che amate dei LP e buttateci un pizzico di folk. Con il passato da film horror di Chester, potremmo forse sentire questa canzone in una scena spettrale. Man mano che la canzone andava avanti immaginavo giovani spaventati che corrono al ritmo della canzone come se la strofa “…take me down to the river bend” decidesse il loro destino. Mi ha dato una sensazione strana.

L'attesa, inutile dirlo, cresce ancora di più.

Traduzione: Shinobi e Noir
Fonte:
HitFix.com, GoldenMixtape
Thanks to: LPLive

Commenti

Torna in cima alla pagina

Cerca nel sito...

DEAD BY SUNRISE

FORT MINOR