"In the Mix"

Scritto da Shinobi, il 20 Aprile 2012

Su TheHundreds.com è comparso un'interessantissimo articolo, scritto da bobbyhundreds, che ci descrive Living Things, rivelando alcuni dettagli interessanti sul sound dell'album, parlando della storia della band e tanto altro.

Non vi resta che leggere!

Puoi essere mainstream e continuare ad assere cool? È una domanda che siamo forzati a farci a ‘The Hundreds’. Sebbene non siamo quasi un marchio mainstream, continuiamo a crescere e fiorire, e un giono saremo a quel bivio. Quindi, puoi essere mainstream e continuare ad essere cool?

In breve, la risposta è si. Sebbene “cool” sia soggettivo, penso che la maggior parte delle persone sarebbe d’accordo che marchi come Apple e Nike e Kanye West, sono, nel senso più generale, Cool.

È difficile per me riconciliare ciò con la filosofia che ho mantenuto per la mia intera vita, che Cool è un sottoprodotto dell’esclusività, della rarità e del panorama Underground. Come qualcuno ha battezzato nelle sotto-culture, diventare mainstream e “above-ground” [contrario di Underground, ndr] era come rinunciare. Essere al centro, essere povero. Questo è il ‘mantra’.

Come teenager nella scena punk della California del Sud negli anni 90, nelle mie Dickies e Converse, una band come i Linkin Park era tutto ciò contro cui ero. Questa band non mi rappresentava, non potevano parlare alla mia sensibilità da perdente; ai miei occhi, si “immergevano” nel mainstream, e nuotavano con la corrente. Non appena una band entrava nel “Furious 5 at 9” su KROQ (le cinque canzoni migliori del giorno sulla stazione alternativa di Los Angeles), non erano più miei nemici giurati. E una band come i Linkin Park, forse la rock band più popolare della nostra generazione, non poteva uscire dal “Furious 5 at 9” neanche a pagare.

Mike Shinoda ha avuto a che fare con ciò. Come frontman dei Linkin Park, ha sopportato i detrattori e le parodie e l’assassinio da parte della critica. Ma allo stesso tempo, si è ricoperto con la dedizione di milioni di fan leali in tutto il mondo, ha costruito una carriera musicale di grande successo, mantenuto la longevità, e avuto un'influenza su un’intera ondata di band che sono seguite. Direi che è Cool. Molto Cool.

Mentre siedo qui con Mike nello studio di registrazione, i Linkin Park preparavano il loro nuovo album, Living Things, non solo le mie orecchie si aprono alla musica, ma così anche i miei occhi. Vedo gli strumenti segnati dal tempo che si sono fusi in questo disco, le notti insonni macchiate attraverso i tasti del piano e le corde della chitarra, vedo i fogli scarabocchiati con il testo aperti nel leggìo. Mentre parliamo del disco, comincio a capire non solo ciò che questa band ha fatto, ma ciò che stanno facendo. Domanda ad un qualsiasi tredicenne a proposito dei Linkin Park, e li faranno cadere nell’abisso rap-rock. Ma chiedi ad un teenager chi sono i Linkin Park, e vi daranno una risposta diversa.

Letteralmente. Vi daranno una nuova risposta, sconosciuta, forse non identificabile con qualcosa che conoscete. Perchè mentre il resto dei loro coeatanei sono svaniti, i Linkin Park non si sono mai fermati ad evolvere e fare nuova musica. Si, il loro album di debutto rap-rock Hybrid Theory, anno 2000, ha vinto il disco di diamante, ma da allora hanno fatto 4 album contrastanti, al limite del creativo, venduto più di 50 milioni di album, e vinto due Grammy. Questo è Cool.

Living Things debutta il 26 di Giugno. È di gran lunga il migliore della band, il lavoro più completo, sorprendentemente riconciliante con il pesante rap-n-roll del passato. Le prime due tracce sono come vecchi amici per i fan e i critici dei Linkin Park, riuniti dopo che la band ha allontanato e ricercato e sperimentato con l’avanguardia. Il mio album preferito dei Linkin Park è il loro ultimo, A Thousand Suns, perchè suona come se stessi leggendo un libro. È cerebrale ed eccitante, è una storia emotiva che aveva peso.

Non capite male, Living Things non lo abbandona. Dalla terza canzone, sei fastidiosamente scaraventato in un territorio inesplorato. La musica cresce in una covata intensità, ha un sapore esotico, tinto con stili diversi. I Linkin Park, come potete sapere, erano in origine chiamati Hybrid Theory (come il loro album di debutto), perchè il loro ethos [la loro disposizione] era di fondere e mixare le cose che amavano –non solo i generi musicali, ma elementi artistici, etnici e culturali. Quest’album presta attenzione di nuovo a quella filosofia, è una cornucopia sonica: pesanti linee di basso e beat che ricordano il dubstep, i vocalizi ultraterreni di Chester Bennington che stridono sulle chitarre punitive.

Living Things è un accurato indicatore di dove i Linkin Park sono ora a questo punto della loro carriera. La maggior parte, se non tutte le rock band non sono mai arrivate a questo punto, specialmente in questo clima di assonnata musica da Bon Iver e rap piagnucolone. In più, queste molte personalità creative e questi molti ego, on the road, esibendosi, scrivendo insieme, per oltre una decade e mezzo. Pensateci, quanti altri gruppi di successo dalla metà degli anni 90 stanno ancora calcando le scene? Questo è Cool.

Seguo Mike per un paio di miglia di distanza dagli studios dove Living Things viene mixato. Il chitarrista Brad Delson è dietro, si parla di lavoro, si parla più di vita personale.

Poi mi presentano a Manny, il mixer. Anche se “Manny the Mixer” suona come un cartone per bambini, ciò che fa questo ragazzo è tutto tranne che un gioco da ragazzi. Due decenni nel settore, ha guadagnato il suo rispetto nei giorni del West Coast Rap dei primi anni 90, ed ha gli strazianti racconti “Behind the Music” come prova. Ha appena finito il nuovo singolo di Justin Bieber “Boyfriend” e sta lavorando duramente sull’album di John Mayer. Fa il suo meglio per spiegarmi la scienza del mixaggio, ma è linguaggio alieno per me. Sono sommerso dal mare di fader, e di ritorti “tentacoli” cablati in vetrine. Ma alla fine della giornata, vedo cosa ci vuole per fare questi dischi. Posso quasi misurare ciò che i Linkin Park fanno per raggiungere la creazione. Non è un arte che puoi pagare per scaricare, elaborare con un filtro, ReTweettare, o imparare tramite un tutorial su YouTube. Per fare un album potente che comunichi una storia e una missione, che parla a legioni di seguaci, c’è bisogno di cervello, di cuore e di pugni.

da bobbyhundreds

Fonte: TheHundreds.com

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