Linkin Park: "Siamo famosi, ma non siamo celebrità"

Scritto da pink_lady, il 09 Luglio 2011

Il quotidiano The Guardian ha intervistato Chester e Mike, che hanno ripercorso la storia della band, con qualche riferimento alle vite personali di entrambi.

Ecco l'intervista integrale.


È giovedì notte a Mosca: i Linkin Park stanno suonando alla Premiere di Transformers: Dark Of The Moon alla fine della Red Square, all’ombra del Cremlino. La security del concerto è composta da file e file di poliziotti militari. Improvvisamente, gli schermi iniziano a mostrare esplosioni nucleari e il grande volto sconcertato di J. Robert Oppenheimer, il fisico che lavorò sulla bomba atomica e che poi si preoccupò notevolmente per ciò che aveva creato. Appena lo sentiamo dire “Adesso divento la morte, la distruttrice dei mondi”, migliaia di fan russi sollevano cartelloni, che recitano Saggezza, Giustizia, Amore (in riferimento a Wisdom, Justice and Love).

Il gesto – compiuto ad un evento svoltosi molto lontano dalla sede della Guerra Fredda, monito per le successive generazioni – ha avuto la sua rilevanza non perché sia stato impostato dalla band, o dalla casa discografica, o dalla compagnia cinematografica, bensì dai fan stessi, in maniera contagiosa, attraverso i forum.

Questo ci ha totalmente spiazzato – dice il frontman Chester Bennington. Ho avuto lo stesso loro pensiero, che ci fosse una band americana che stava suonando una musica politicamente ed emotivamente carica, vicino al Cremlino. Sentivo il peso degli anni addosso e mi è stato detto che questo era un posto “off-limits”. Dunque che i ragazzi si esprimessero così era cosa alquanto strana; qualcosa che non dimenticheranno mai, perché era incredibile.

Questa è una conversazione che ti aspetteresti di avere con gli U2, non con una band il cui album di debutto, Hybrid Theory, con 20 milioni di copie vendute, li ha consacrati i re commerciali del nu-metal, un genere sinonimo di urla di rabbia e chitarre ad altissimo volume. Ma oggi i Linkin Park guidano auto ibride, hanno abbandonato le orme del carbone e hanno effettuato un cambiamento fuori dal comune, non dissimile da quel che fecero i Radiohead con Kid A. Un processo che loro descrivono come la “distruzione e ricostruzione” della band, guidato da Rick Rubin, il produttore di ATS; un concept album sulle paure dell’uomo, inclusa la guerra nucleare, con un misto di elettronica e di bellissime canzoni come Waiting For The End.

Quando nasci con un disco come Hybrid Theory, dal punto di vista degli affari è da stupidi non continuare sulla stessa via – dice Bennington, con il sorriso [I grandi orecchini neri e le braccia tatuate sono gli unici segni visivi del suo passato nu-metal]. Ma non siamo fabbricanti industriali, siamo artisti e siamo andati indietro filosoficamente, fino a dove stavamo scrivendo musica, ancora prima di vendere il primo disco. Eravamo esaltati da una certa canzone, non perché...

Irrompe il rapper e multi-strumentista Mike Shinoda:

Questo potrebbe diventare un successo!

Una settimana dopo il concerto di Mosca, la coppia – che sostiene la band con tanta energia sul palco – si sta rilassando nell’albergo Mandarin a Londra, dove spesso alloggiano le celebrità del rock quando si trovano nella capitale britannica. Se qualcuno, amichevolmente o buffamente, potesse dubitare dell’angoscia della loro musica, si può dire che sono tutti molto diversi quando sono tra la gente e quando sono sul palco: Shinoda chiuso e pensieroso, Bennington energico e aperto. Ma solo nella performance, si innescano vicendevolmente l’adrenalina senza mai fermarsi. La rinascita dei Linkin Park è stata molto personale per entrambi.

Mike Shinoda è un nippo-americano. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i suoi nonni giapponesi, che erano emigrati negli USA, erano tra i 110000 nippo-americani internati nei campi di concentramento. Quando i Linkin Park stavano registrando ATS, Rubin ha proposto a Shinoda di scrivere dei testi come fossero un flusso di coscienza e Mike scoprì riaffiorare improvvisamente anni di seppelliti ricordi di famiglia.

Perché non era solo la guerra – dice. Era la paura, intrinseca nelle persone e nelle cose, per anni. Mio padre ricorda di quando era a scuola con mio zio e l’insegnante diceva apertamente agli alunni che i Giapponesi erano cittadini di seconda classe e che non bisognava fidarsi di loro. Prima della guerra, la mia famiglia aveva una drogheria e un salone da barbiere, ma dopo l’internamento è stato tutto distrutto e i miei hanno dovuto riniziare come raccoglitori di fragole. Ma a loro non piace parlare di questo. Ho voluto raccontare queste storie perché nessun altro lo farà.

Il passato di Bennington è, come rimarca velocemente Shinoda, “più estremo”. Il divorzio dei suoi genitori, avvenuto quando aveva 11 anni, lo ha portato ad iniziare a fumare canne e, successivamente, a consumare cocaina e metanfetamine. In alcune precedenti interviste, ha fatto riferimento ad abusi sessuali subiti da un amico più grande.

Quando ero ragazzino, essere picchiato e anche violentato non era divertente – dice improvvisamente e in modo disarmante. Non vorremmo mai che questo accadesse proprio a noi e io sinceramente non so di preciso quando è iniziato tutto. Ma circa quattro anni fa sono andato a trovare mia madre e ho visto una mia vecchia foto: ricordo chiaramente dove è stata scattata. Tutt’ad un tratto, poiché c’erano i ragazzi, l’ho guardata e senza dire nulla ho pensato: “Wow, è così che apparivo agli altri”. E poi mi sono ricordato. Oh mio Dio. Mi sono ricordato di tutte le cose che mi succedevano e ancora oggi ripensandoci mi viene da piangere. Oh mio Dio. Stava fottutamente succedendo a me ed ero così piccolo, molto prima di quanto ricordassi. Mio Dio, non mi stupisco di essere diventato un tossicodipendente. Non mi stupisco per essere diventato completamente instabile per un po’ di tempo.

Il trauma di Bennington ha infuocato Hybrid Theory e anche il successivo album del 2003, Meteora. Il successo che la band ha raggiunto è stato per Chester “come qualcosa che leggi solo sui libri".

Non succede nella realtà. Ho seguito il mio istinto perché tutti gli altri erano deboli emotivamente, non mi sono mai piaciute le cose fatte da altri, perciò ho fatto di testa mia.

Nonostante Bennington avesse bazzicato nel panorama musicale per un periodo, prima che i Linkin Park si unissero, quando il successo arrivò, arrivò velocemente. Si accorsero che le cose stavano cambiando quando lui e Mike stavano andando a casa di suo padre e sentirono una loro canzone alla radio.

È stata l’esperienza più surreale di tutte – dice Shinoda, sorridendo al ricordo. C’erano tante radio e la nostra musica passava in tutte! Era fottutamente sorprendente. Davvero emozionante!

Bennington passò dal dormire nel cassone di una vecchia Toyota al fronteggiare quello che fu l’album di debutto di maggiori vendite del ventunesimo secolo. I fan ascoltavano la musica a palla fuori da casa sua. Una donna causò un incidente stradale dopo averlo riconosciuto in strada. Bennington non trovò facile il cambiamento nella sua vita e ricadde seriamente nell’abuso di droghe.

Sfortunatamente, la mia ex moglie [Samantha, che lui sposò quando era così povero da non potersi permettere neanche l’anello di fidanzamento] ed io eravamo un danno l’uno per l’altra, troppo giovani per sposarci – afferma Chester. Avevamo personalità fragili e nonostante ci aiutassimo vicendevolmente, non eravamo fatti per stare insieme e questo fece nascere altri sentimenti.

Nei tours che facevamo all’inizio, tutte le persone con cui stavamo bevevano o si drogavano – dice Mike. Non ricordo nessuno che fosse sobrio. Quindi considerate una persona che aveva già il desiderio per le droghe e...

Me la spassavo un po’ con tutti – ribadisce Chester. Ciò non mi aiutava a costruire legami con il resto della band, che era più immersa nella cannabis e nell’alcool e non aveva idea che il frontman fosse in giro sul tour bus. Dice che sapeva che il risultato sarebbe stato: “Cazzo. Guarda cosa abbiamo ottenuto venendo qui. Cosa diavolo stai facendo?”

Non era solo la band ad essere un po’ nell’ombra. I primi Linkin Park erano un gruppo notoriamente chiuso. I giornalisti tornavano dalle interviste con racconti su cellulari confiscati e risposte monosillabiche.

Parlavamo di questo recentemente, e ci siamo accorti che eravamo molto sulla difensiva – dice Mike.

La velocità del loro successo ha dato adito ai sospetti che potessero essere fatti ad arte, mentre per Chester l’accusa era che, per qualche motivo, non fosse realmente coinvolto nel progetto.

Io dico: "Fottetevi, non mi conoscete" sputacchia, battendosi il pugno sul palmo della mano. "E personalmente vorrei scavalcare il tavolo e uccidervi tutti! Come osate mettere in discussione quello che canto?" Infine penso: "Ok, volete saperlo? Sono queste le mie origini." E ho detto ai giornalisti cose che non ho mai detto a nessuno. E mio padre, un poliziotto, mi chiama e mi dice: “Cosa cazzo significa questa storia che ti è successa quando eri ragazzo? Chi è stato?”. E pensavo: “Cosa ho fatto per meritarmi questo?”

Finalmente, Bennington rivelò l’identità del suo violentatore. Apprese che questa persona a sua volta era stata vittima di violenza e decise di non intraprendere alcuna azione legale contro di lui.

Non avevo bisogno di vendetta. Ho realizzato...

Shinoda a bassa voce finisce la frase:

...che l’incubo poteva finire con lui.

E così è avvenuto, ma solo dopo molti anni di terapia. La metamorfosi dei Linkin Park iniziò nel 2007, quando collaborarono con Rick Rubin per il tentativo sperimentale di Minutes To Midnight, dopo che Bennington ha ripreso la sua vita in mano.

Sono diventato una persona che nessuno avrebbe mai pensato prima – sospira. Questo sono io, un ragazzo carino e amichevole, che era sempre relegato dietro questo mostro che era semplicemente un ragazzino ferito.

Bennington ha divorziato nel 2005 – la sua ex-moglie, la madre del suo primo figlio, è come dice lui stesso "una grande amica e una grande mamma, e ritiro ogni cosa cattiva che ho detto sul suo conto ai giornali". Il 31 Dicembre 2005 sposò Talinda, un’insegnante di scuola e istruttrice di modelle. La relazione ha completamente cambiato Chester e con la terapia, la riabilitazione e la fede, ha sbloccato e lasciato andar via tutte quelle cose che si è portato dentro per anni. Quando i Linkin Park sono tornati in studio, trovò che il suo stile vocale era cambiato, dalle prime urla a qualcosa di meno aggressivo.

Mi sono accorto che non avevo più questa bestia interiore – dice. Non volevo più urlare.

I Linkin Park hanno trasformato interamente il loro modus operandi.

Se avessimo fatto un altro disco come i primi due, avremmo fatto lo stesso disco fino alla rottura definitiva tra noi – dice Mike, rivelando che la band ha anche ripristinato, e in alcuni casi iniziato, un rapporto di amicizia tra i membri stessi. Ma ci siamo accorti che non abbiamo niente da dimostrare a nessuno. I Linkin Park possono essere avventurosi e sperimentatori quanto vogliono, nei testi quanto nei suoni.

La musica può avere un risvolto politico, in un modo che non avevo mai pensato: suonare certe canzoni alla Red Square o a Tel Aviv può veramente emozionare e trascinare il pubblico – sostiene Chester.

Chester però ha avuto altri problemi: nel 2008, uno stalker di nome Devon Townsend è stato arrestato per aver invaso attraverso il pc la sua vita privata, riuscendo ad accedere ai suoi messaggi vocali, alle sue mail e a rubare centinaia di foto dei suoi figli.

Non è divertente far andare qualcuno in prigione – dice. Il 99% dei fan sono grandiosi. Siamo famosi, ma non siamo delle celebrità. Posso andare nel negozio di alimentari e alla posta. La gente dice: "Tu hai pagato qualcun altro per fare questo". No, in realtà noi ci impegniamo per fare musica, non per esporre le nostre famiglie a persone squilibrate. Ma adesso tutto riguarda la musica. E abbiamo appena iniziato!!!

Fonte: The Guardian

Thanks to: LP Association

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