Post Traumatic: track-by-track

Scritto da Dennis Radaelli, il 07 Giugno 2018

Il primo album di Mike solista al di fuori dei Linkin Park e dei Fort Minor nel suo complesso convince. Si alternano momenti davvero interessanti e altri un po' meno originali, ma si lascia ascoltare senza troppe pretese. Già a gennaio i tre pezzi d'apertura presentati nel Post Traumatic EP avevano raccolto numerosi pareri positivi da parte dei fan, che avevano avuto modo di vedere per la prima volta il lato più umano del rapper e tuttofare della band californiana.

Anche le canzoni rese disponibili in seguito non sono da meno e personalmente si amalgamano bene all'interno del disco. Post Traumatic è un racconto quasi cronologico degli eventi che Mike ci narra attraverso le sue sensazioni a partire dal triste avvenimento del 20 luglio fino ad oggi, dove lo vediamo più determinato ad andare avanti verso un futuro ancora ignoto ai suoi occhi.

La cosa che mi è dispiaciuta durante il listening party è stata non poter leggere i testi (non sono stati consegnati, a parte quello della già conosciuta About You) e ciò ha compromesso parzialmente l'ascolto. Ma vediamo di procedere con ordine, lasciandovi alla precedente recensione dei primi tre brani del disco qui

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Nothing Makes Sense Anymore, presentata a fine marzo, continua liricamente sulla scia "cupa" lasciata dal Post Traumatic EP, mentre dal lato musicale risulta quella più scarna del disco, con la voce di Mike circondata dai soli sintetizzatori. Di diverso approccio la sconcertante About You, dove vengono abusati in maniera anche quasi fastidiosa vocoder e campionamenti (specialmente nell'ultimo minuto del pezzo); anche la parte di blackbear non è di particolare interesse e risulta un po' fuori luogo.

L'atmosfera si ravviva con la strumentale Brooding, introdotta dal synth e da un riff di chitarra e richiama a tratti il periodo sperimentale affrontato con A Thousand Suns. Il pezzo fa anche da trampolino di lancio a quello che ritengo il migliore del disco: Promises I Can't Keep. Introdotta dalla frase "What's the difference between a man and a monster?", la canzone è un continuo crescendo che mette in mostra il lato melodico di Mike, qui autore di una strepitosa performance.

Il singolo di lancio Crossing a Line è un pezzo prettamente pop, semplice e scorrevole, senza presentare particolari momenti degni di essere menzionati. In contrasto le successive Hold It Together e Ghosts (il cui bizzarro video uscirà domani), a mio avviso i pezzi che ricordano molto vagamente le atmosfere più catchy di The Rising Tied, ma sprovviste di quell'impronta originale che Mike era stato in grado di coniare tempo addietro. Anche il pop rap dell'anonima Make It Up as I Go è parte di quel lotto e può piacere o non piacere (complice il drop a metà canzone o la performance di K.Flay).

Ciò che mi ha sorpreso in positivo è l'ultima parte del disco. La soft Lift Off unisce alla perfezione le rime di Mike (prima strofa) e Machine Gun Kelly (seconda strofa) con il cantato quasi astratto del sempre fenomenale Chino Moreno: il cantante dei Deftones è autore di un'ottima performance melodica che a tratti mi ha fatto balzare alla mente le atmosfere del suo side-project Team Sleep. La successiva I.O.U. (slang di I Owe You, "sono in debito con te") è più dark e ha un rapping piuttosto calzante e aggressivo, condiviso in parte con Running from My Shadow, quest'ultimo inciso con grandson.

World's on Fire è un pezzo relativamente tranquillo: Mike canta su una base statica di drum machine a cui fa da contorno il sintetizzatore e l'uso occasionale del vocoder. Infine Can't Hear You Now: Mike ci regala una meravigliosa performance rappata e un ritornello più melodico che entra facilmente in testa.

Tirando le somme, mi viene quasi difficile esprimere un giudizio obiettivo riguardo a questo disco, a causa del contenuto palesemente personale dell'artista. Riallacciandomi a quanto scritto inizialmente, Post Traumatic è un'immagine di un Mike determinato a cercare uno spiraglio di luce nel mezzo della tempesta rappresentata dai suoi sensi di insicurezza e timore causati dalla perdita di Chester, suo grande punto di riferimento negli anni passati.

Siamo tutti fiduciosi sul suo futuro e non ci resta che incoraggiarlo più che mai nel suo nuovo percorso artistico.

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