I Fort Minor alla conquista dell'Europa

Scritto da La Dame B., il 02 Ottobre 2015

Era il lontano 2004. Reduce dalle sperimentazioni di Collision Course, Mike Shinoda decide di assecondare il suo istinto, dando spazio alla sue influenze rap in un nuovo progetto: i Fort Minor.

"Quando ho fondato i Fort Minor, non ero pienamente consapevole della cosa, e non ero a mio agio nello stare sul palco da solo. Così, ho riunito attorno a me dei vecchi amici, come gli Styles of Beyond." Gli Styles of Beyond non sono stati i soli ad aiutare Mike nel suo nuovo progetto: pezzi grossi del calibro di Black Thought (frontman dei The Roots), John Legend ed Holy Brook, si uniscono all'amico rapper, dando vita al primo (ed unico) album in studio dei Fort Minor: The Rising Tied (2005).
Un album originale, graffiante, che avvicina un discreto numero di soldiers (i più fedeli, quelli che Mike definirà hardcore) alla crudezza della vita dei sobborghi californiani.

Ai fan dei Linkin Park se ne aggiungono altri, del tutto nuovi: amanti del rap, intenditori, o semplicemente persone curiose di ascoltare qualcosa di nuovo.

Mentre la fanbase si consolida, i Fort Minor avviano un consistente tour promozionale (il The Rising Tied Promotional Tour, 2005/2006) che tocca ben tre continenti: America (12 date), Asia (1 data in Giappone), ed Europa (3 tappe nel Regno Unito, 2 in Germania, 1 in Belgio, 1 nei Paesi Bassi e uno in Francia).

La formula funziona, ed all'inizio del 2006 i Fort Minor decidono di offrire il bis, facendo nuovamente tappa in America (US Tour, 2006), in Asia (Asian Tour, 2006), ed arrivando fino all'Oceania (Australia and New Zealand Tour, 2006).

Durante questo periodo, viene alla luca l'EP Sessions@AOL, registrato durante l'esibizione in studio presso appunto gli studi AOL.


A partire da questo momento, la produzione del gruppo si arresta, così come le esibizioni. Nonostante ciò, l'influsso dei Fort Minor continua a rivivere negli album dei Linkin Park, trovando spazio in brani come Waiting for the End, When They Come for Me, o nel più recente Until It Breaks.

Questo periodo di inattività dei Fort Minor è molto prezioso per Mike, che ha modo di affinare le sue doti di animale da palcoscenico: "non sono principalmente un cantante, ma con il passare degli anni, cantando nei Linkin Park ed occupandomi dei cori, ho acquisito molta più confidenza nello stare sul palco."

Sebbene non siano la sua priorità, i Fort Minor ronzano continuamente nella testa di Mike, che durante il processo di scrittura delle canzoni non esita a chiedersi: potrebbe essere una canzone "da Fort Minor"?

La risposta arriva a 10 anni di distanza, e si può riassumere in una parola: Welcome. Welcome è il singolo che segna il ritorno dei Fort Minor sulle scene, ma è Mike a spiegarci come dobbiamo intendere questo ritorno"Non c'è alcun album, non c'è nessun tour. Tutto è incentrato attorno a Welcome ed al suo videoclip a 360°. L'idea è quella di lasciare la porta aperta alle possibilità di ciò che può accadere. [...] Ora che la porta è aperta, mi sento come se tutte le possibilità siano là fuori. Allentando la tensione del non aver composto canzoni per dieci anni, posso regalare qualcosa ai fan senza sentirmi sotto pressione. Voglio che la qualità rimanga alta, ma al contempo mi sento molto pressato. Vedremo cosa accadrà."

Nulla di certo dunque, anche se una certezza c'è: dopo ben dieci anni, i Fort Minor sono finalmente tornati in Europa, con 4 date (Copenaghen, Berlino, Düsseldorf e Londra), ed un completo restyling della "loro" performance: infatti il solo protagonista del palco è proprio Mike Shinoda.

"Posso intrattenere un pubblico per un'ora e mezza?", si chiedeva Mike. "È una sfida, sarà difficile, ma sarà anche divertente e credo di essere pronto."
Mike adesso è davvero pronto: pronto a destreggiarsi tra gli strumenti più vari; pronto ad ideare arrangiamenti, remix, mash-up; pronto a creare uno spettacolo stuzzicante, che intrattenga a tutti i costi; pronto a seminare una sorpresa qui, ed una là, per divertire fino in fondo.
"Lo spettacolo è un one-man show, questo è parte della sfida che ho voluto fare a me stesso."

Unendo il rap al il DJ set, Mike stupisce il pubblico con una scaletta molto variegata, non limitandosi ad eseguire solo brani tratti da The Rising Tied (Cigarettes, Petrified, In Stereo, Where'd You Go, Remember the Name, Believe Me, Kenji, ecc ..), ma anche altri brani come Dolla (tratto da Fort Minor: We Major) e It's Goin' Down degli X-Ecutioners, oltre che pezzi tratti dagli album dei Linkin Park (Castle of Glass, Until It Breaks, Waiting for the End/Hands Held HighA Place for My Head) tutti rigorosamente riadattati per l'occasione.

Vediamo le date più nel dettaglio:

La prima tappa del tour è Copenaghen (26 agosto 2015), città in cui Mike non si esibiva dal 2007. A rendere unica questa data è senza dubbio il soundcheck eseguito da Mike poco prima dello show: tre brani "di prova" (Cigarettes, Petrified, Castle of Glass/Kenji), che aggiungono un tocco di imprevedibilità all'esibizione.


La risposta del pubblico è positiva. Presente anche Phoenix, che si gode il concerto dal backstage.

Il 2 settembre è il turno della fortunata (ed alquanto privilegiata) Berlino, che vede i Fort Minor esibirsi proprio il giorno prima dei Linkin Park. Per rivivere tutte le emozioni della serata, potete leggere il report scritto dal nostro Radden, dove troverete tutti i dettagli della performance di Mike e molto altro ancora.


Sola una piccola anticipazione: High Voltage viene inserita in scaletta dopo aver vinto un sondaggio online indetto dagli stessi Fort Minor (le canzoni erano: High Voltage, Step Up, Right Now, Red to Black e Second to None).

La terza tappa, Düsseldorf (5 settembre), vede i Fort Minor esibirsi in un festival, il Rock im Sektor, ma soprattutto, li vede esibirsi tra i gruppi spalla dei Linkin Park, cosa che non accadeva dal Summer Sonic del 2006. La data si caratterizza per l'inusuale "interazione " tra le scalette delle due band: a causa del poco tempo riservato ai Fort Minor, Mike aggiunge Welcome e Remember the Name alla scaletta dei Linkin Park, in modo da poter dare spazio ad altri due brani nella scaletta del suo gruppo solista.

L'ultima tappa del tour è Londra (8 settembre), dove Mike ritorna dopo i tre concerti del 2006. A caratterizzare questa data è sicuramente la consistenza della scaletta: 18 brani, tra cui un mash-up che segna l'esordio in scaletta di There They Go/A Place for My Head.

Un altro aspetto da considerare è il rapporto con i fan: durante il Meet & Greet, Mike ascolta con attenzione le richieste dei fan, decidendo di accontentare chi aveva chiesto un mash-up di Remember the Name e Skin to Bone (poi eseguito durante l'encore). A fine concerto, Mike distribuisce alcune copie autografate di The Rising Tied, accontentando davvero tutti.

L'energia di Mike e la pronta risposta dei fan (arene piene e pubblico scatenato) lasciano presagire un futuro roseo per la carriera dei Fort Minor in Europa, ma l'attesa per un nuovo tour potrebbe essere lunga. 

E voi? Cosa ne pensate? Sareste curiosi di rivedere i Fort Minor nel vecchio continente?

 

 Fonti: LPLive.net, Billboard.com

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