Viaggio Milano - Roma, destinazione Linkin Park!

Scritto da Michael, il 15 Settembre 2015

Siamo ancora tutti in fibrillazione dal tanto atteso concerto del Rock In Roma che ha visto i Linkin Park scatenati come non mai.
La straordinaria esibizione non ha solo confermato la grande capacità a livello di performance della band ma si è anche distinta per diversi motivi.
Oltre ad essere stata la prima data nella capitale italiana nei 16 anni di attività del sestetto californiano, non accadeva dal 2001 che il gruppo tornasse in Italia per due date consecutive in un breve lasso di tempo.

Milano e Roma, due città che contendono innumerevoli rivalità da oggi potranno discutere anche sul confronto tra le due recenti performance dei Linkin Park.

Entrambe le date hanno avuto un ippodromo come location ed entrambe hanno visto partecipare circa 35.000 persone ed è già un record per essere un concerto dei Linkin Park dato che, come tutti sanno, il sestetto californiano non ha mai trovato un riscontro positivo in termini di biglietti venduti nel nostro paese.

Milano ha avuto dalla sua l'atteso ritorno del sestetto californiano sul suolo italiano dopo tre lunghi anni (l'ultimo concerto era quello di Imola del 2011) e la folla ha reagito in maniera decisamente energica all'arrivo del gruppo. Roma ha risposto con altrettanta energia per la prima tappa in assoluto del gruppo nella capitale tanto da far sfigurare il pubblico delle altre date del tour europeo.

     

Risulta difficile analizzare in maniera oggettiva le restanti differenze, persino chi ha vissuto entrambi i concerti può trovarsi in difficoltà nell'esprimere un parere.

Le due scalette proposte hanno subito qualche lieve differenza nel corso di un anno: a Milano avevano iniziato con Guilty All the Same, a Roma con Papercut.
Il The Hunting Party tour ha variato i pezzi in scaletta dell'ultimo album, siamo passati da Guilty All the Same e Until It's Gone a Rebellion, A Line in the Sand e Final Masquerade; solo Wastelands è rimasta invariata nelle due date.

Tolto il cambiamento evidente delle tracce di The Hunting Party, la scaletta ha subito alcune variazioni: nel concerto di Milano vi erano diversi pezzi ridotti che si susseguivano l'un l'altro creando un mix di canzoni vecchie e nuove, mentre a Roma il concerto si è sviluppato in maniera più fluida data la presenza di molti brani suonati per intero. 

Bleed It Out è stato il brano che ha chiuso entrambe le date, tuttavia a Roma non è stato eseguito il tipico assolo di batteria prima del ritornello finale.

Purtroppo per noi, Joe non è potuto essere presente allo show di domenica a causa di un problema familiare ed è stato sostituito dal suo tecnico, Warren.
La sua mancanza si è fatta sentire, specie per l'assolo che era solito eseguire. Malgrado ciò siamo riusciti ad ascoltarci due brani di Fort Minor grazie a Mike Shinoda, ovvero Remember the Name e Welcome.

Le scenografie hanno presentato delle differenze notevoli: Milano è stata caratterizzata dalla presenza di due maxischermi a forma di gabbia posizionate sulle postazioni di Joe e di Rob mentre a Roma la scenografia appariva più "classica" e priva di particolari elementi decorativi.

Meritano una citazione anche i gruppi spalla, a Milano abbiamo avuto l'esibizione dei Fall Out Boy e a Roma quella dei Simple Plan. Parliamo di due band che, indipendentemente dai propri gusti musicali, calcano i palchi ormai da più di 10 anni e che nella loro linfa vitale scorrono diversi generi musicali.
I primi stanno inglobando dentro di sé un mix di musica pop ed elettronica assieme al flusso rock che ha contraddistinto i loro primi anni di attività, il secondo è rimasto fedele negli anni allo stile punk rock che lo ha reso famoso.
Difficile dire quale delle due band sia stata più azzeccata per aprire il concerto dei Linkin Park.

Impossibile non citare i due flashmob dove a farla da padrona è stata la pioggia di colori. Glowstick a Milano, palloncini a Roma; Until It's Gone da una parte, Final Masquerade dall'altra. È difficile stabilire un vincitore tra i due a causa di una spettacolarità che in entrambe le occasioni ha lasciato sbigottiti i presenti (band compresa).
Quello che possiamo dire però, è che entrambi sono stati un grande traguardo ottenuto grazie all'impegno di tutti i presenti al concerto.

Oltre alla sostituzione di Joe a causa di gravi problemi familiari, il concerto di Roma è stato scosso da un triste evento. Parliamo della morte di Alessandro Del Santo, un fan dei Linkin Park e membro attivo di LPU che è venuto a mancare qualche mese prima del concerto in un incidente. In un breve intermezzo, Chester e la band non hanno esitato a dichiarare il loro amore per i propri fan ricordando a tutti i presenti che facciamo parte di una grande famiglia.

In sua memoria è stato chiesto al pubblico quale fosse la sua canzone preferita e al grido di A Place for My Head il gruppo non si è tirato indietro nell'eseguirla. Si tratta della prima volta in assoluto nella carriera dei Linkin Park che questi ultimi aggiungono un brano in più nella scaletta su richiesta dei fan.

Chester ha ricordato una cosa importante: siamo una grande famiglia. 
Ed è proprio così, siamo un insieme di persone che non si conoscono tra loro ma che hanno in comune l'amore per una band. 

Per quanto riguarda l'esito dei due concerti non si può non citare le parole di un vecchio saggiolo guardi, lo senti, lo vivi.
Milano e Roma, due date segnate dalla magia che avvolge una grande band da portare per sempre nel cuore. 

Per saperne di più sui due concerti, potete trovare i nostri report cliccando su Milano e Roma.

Commenti

Torna in cima alla pagina

Cerca nel sito...