Report Linkin Park @ Milano, 10 giugno 2014

Scritto da lparcshinoda, il 22 Giugno 2014

Lo scorso 10 giugno i Linkin Park si sono esibiti a Milano in occasione dell'Alfa Romeo City Sound Festival. Linkin Park Italia ha seguito questo evento dal momento dell'annuncio fino al giorno stesso con notizie, aggiornamenti, informazioni, concorsi ed una serie di iniziative anche molto importanti. Abbiamo affidato al Magazine OUTUNE le nostre impressioni pochissimi giorni prima del concerto, in una intervista esclusiva.

Vogliamo adesso raccontarvi tutta l'esperienza per come l'abbiamo vissuta, arricchita con dettagli e retroscena ed i nostri commenti. Buona lettura e grazie per l'attenzione.

La Preparazione

Il 29 gennaio 2014 è stato annunciato il ritorno in Italia dei Linkin Park, per la sesta volta nel corso della loro carriera (non considerando il concerto annullato nel 2007 a Mestre). Il gruppo ha scelto Milano come terzultima tappa del loro brevissimo tour europeo del 2014 che ha fatto da apripista promozionale al loro nuovo album in studio, uscito il 17 giugno, The Hunting Party. Un ottimo allenamento per il Carnivores Tour che li vedrà in patria dal mese di agosto per 25 date insieme ai Thirty Seconds to Mars ed AFI.

Mancando solo dal 2011, occasione in cui venne totalizzato un pubblico di 10 mila persone circa, la location scelta dal promoter dell'evento, Vivo Concerti, è stata quella dell'Ippodromo del Galoppo che come cita il sito di ticketone ha una capienza certificata di 20 mila persone. La tappa è andata sold-out dopo meno di un mese dall'apertura dei botteghini ed il numero totale di partecipanti (che va oltre i 35 mila) è assolutamente al di là di ogni aspettativa e successo nel nostro paese per un gruppo di questa portata. Ovviamente la risposta del pubblico ha costituito per gli organizzatori anche una grande sfida di logistica e sicurezza da approntare quasi a tempo record via via che biglietti su biglietti venivano acquistati.

Fin dall'inizio del tour il gruppo ha messo in campo una scaletta molto variegata che ai primi ascolti (tramite le registrazioni in streaming di festival come il Rock in Rio o Rock Am Ring) ha fatto discutere i fan, soprattutto per la scelta di inserire alcuni pezzi "storici" in versione tagliata, oppure per presenze ambigue come la recente A Light That Never Comes ("composta" a quattro mani con Steve Aoki) ed il remix in salsa "dance" di Castle of Glass. Tuttavia la sapiente scelta di brani tra loro molto diversi ma comunque con una grande carica di energia lasciava ben sperare in una ventata di aria fresca nel setup live del sestetto californiano.

I presupposti per una giornata esplosiva c'erano tutti: pubblico, musica e sorprese. Notizia di pochi giorni prima infatti quella che il gruppo avrebbe chiesto ai fan presenti al concerto di riprendere l'esibizione di Until It's Gone per realizzare un video live ufficiale con la partnership di FanFootage. Non totalmente casuale il fatto che noi di Linkin Park Italia stavamo organizzando già da 2 mesi un Flashmob insieme ai fan italiani da eseguire proprio durante Until It's Gone, per onorare il ritorno in Italia del gruppo e della loro nuova musica.

L'Attesa

Il destino ha voluto che il 10 giugno sia stato registrato il record di caldo proprio a Milano, avvertito con piacere e sofferenza nella lunghissima fila in Viale Federico Caprilli dove era situato il primo ingresso all'Ippodromo, allestito per gestire il grande afflusso di persone. Presenti in coda anche noi di Linkin Park Italia, soprattutto per distribuire ai nostri utenti le esclusive magliette realizzate per l'occasione e per spargere la voce del Flashmob insieme ad un attrezzatissimo team nato nel gruppo ufficiale su Facebook.

Non c'è voluto molto a riempire il pit, un'area antistante il palco riservata a duemila persone scelte tra le prime della fila, gli iscritti al fan club ufficiale del gruppo, i primi presenti all'incontro con Chester al Porsche Design ed i fan scelti per il Meet & Greet con i Linkin Park. Allo stesso modo nel giro di pochissimo tutta la zona dietro il pit è diventata un enorme tappeto di persone pronte a scaricare a suon di musica le proprie attese e la grande fatica della giornata.

Gli ospiti della serata, i Fall Out Boy, hanno aperto le danze una manciata di minuti prima delle 20 con un'ottima performance che ha scaldato gli animi del pubblico a suono di pop punk, lasciando al termine tutti i presenti in attesa di qualcosa in più. Attesa necessaria per mettere a punto strumentazione e palco dei Linkin Park, che prende forma sotto i nostri occhi durante una interminabile mezz'ora. La bandiera italiana con il logo dei Linkin Park al centro, firmata e realizzata dai partecipanti al Meet & Greet, viene attaccata sotto la tastiera al centro del palco.

L'esibizione

Finalmente alle 21:30 passate si accendono le luci e dal suo punto centrale, un trono di microfoni, chitarra, tastiere e sintetizzatori, prende il via Mike Shinoda con l'introduzione The Catalyst/The Requiem. Sezione totalmente strumentale ma accompagnata da un fragoroso e sentito coro (soprattutto perché improvvisato, visto che le parole non vengono cantate dal gruppo) da parte di tutte le quasi 40 mila persone accorse. Il pubblico lo urla a gran voce, il suo desidero "Lift me up, Let me go". Poco spazio per i ripensamenti arrivati a questo punto, quando il potente attacco di batteria colpisce duro per introdurre Guilty All the Same. Inizio che fa già capire al gruppo la qualità del pubblico italiano, che accompagna con la voce l'intero riff di chitarra della canzone ed arriva persino a sovrastare un grintosissimo e scatenato Chester Bennington durante il ritornello, il tutto accompagnato da un pogo abbastanza movimentato (e forse non adatto a tutti i presenti) che non troverà pace per tutti i successivi 6 pezzi.

La sensazione percepita da tutti è che la scelta di posizionare 8 pezzi belli "tosti" ad inizio scaletta sia stata effettivamente azzeccata per un pubblico che il concerto lo vive effettivamente sul posto, piuttosto che vederselo comodamente in poltrona. A scaricare la tensione si sono quindi succedute: Given Up, Points of Authority, One Step Closer, Papercut (versione accorciata, con un'intrigante introduzione tratta da Blackout), With You (versione accorciata) e Runaway - solo a questo punto a frenare gli animi dei fan più "old school" arriva la nuovissima Wastelands

Subito dopo sopraggiunge Castle of Glass (versione "experience") in cui come annunciato dallo stesso Shinoda siamo comunque riusciti a divertirci ed apprezzare la variazione quasi repentina di genere ed atmosfera. Atmosfera che va a sfumare con il Ballad Medley che racchiude Leave Out All the Rest, Shadow of the Day ed Iridescent.

Linkin Park in grande forma e presissimi anche grazie all'esplosione di energia che il pubblico gli regala fin da subito. In grande forma anche il bassista Phoenix che oltre al suo solito stile senza infamia e senza lode al basso, sfoggia due bicipiti assolutamente allenati ed in bella mostra. Un po' meno in bella mostra (ma visibile dal lato del palco, stando davanti) il suo workout di trazioni usando le travi del palco in sottofondo alla prima brevissima pausa per gli strumenti "convenzionali". Infatti, la base ed assolo di tastiere (suonate da uno Shinoda in grande spolvero) di Robot Boy fanno da mistica apertura ad un intero DJ set di un Joe Hahn d'annata che, rinchiuso dietro i maxischermi centrali a fargli quasi da gabbia semitrasparente ricoperta di immagini, luci e spezzoni da uscire di testa, ci regala un mix al cardiopalma eseguito al mixer e giradischi con estratti da Victimized (M. Shinoda Remix), Buy Myself Remix, Cure for the Itch, Session e Plc.4 Mie Haed. A termine di questa sezione si apre quindi una fase all'insegna dei grandi pezzi pop rock che hanno reso famosa la band in radio negli ultimi anni, a partire da Burn It Down e Waiting for the End.

La voce di Mario Savio ci riporta ad una cruda realtà, giusto prima che Shinoda ci delizi con un trittico di pezzi spiccatamente rap, con introduzione e rime da Wretches and Kings e quindi una versione a bpm alzati di Remember the Name (dal suo progetto solista del 2005, Fort Minor) con - a sorpresa - i versi di When They Come for Me nella seconda strofa. Senza neanche un attimo di sosta parte Numb/Encore (dall'EP Collision Course con Jay-Z del 2004) a fare da introduzione a Numb ed una In the End che fa letteralmente TREMARE Milano. Inutile dire che durante la successiva Faint il pubblico ha tirato fuori tutte le sue energie, spingendo e saltando diretti verso l'Encore Break.

Abbiamo parlato di sorprese all'inizio di questo articolo ed infatti ad aprire il pezzo seguente arriva Shinoda che legge un discorso in lingua italiana per spiegare come riprendere il video per la collaborazione con FanFootage - sicuramente un momento divertente ed allo stesso emozionante per tutti i presenti. L'introduzione sulle note di The Catalyst e con la parte di chitarra di No More Sorrow apre in modo perfetto Until It's Gone. Una esibizione quasi impeccabile (con qualche sbavatura alla chitarra dovuta all'emozione nelle parti soliste) corredata soprattutto dal nostro Flashmob: sul finale una pioggia inarrestabile e senza sosta di Glowstick lanciati in aria e (purtroppo) anche sul palco ha incorniciato in modo indelebile la serata al suo "fulcro". Il gruppo, Shinoda e Bennington in primis, sono impazziti e più volte dalle prime file o dai maxischermi laterali li abbiamo notati osservare il pubblico ed il flashmob con occhi lucidi ed uno sguardo sorpreso ed emozionato.

"Milan this is fucking beautiful, thank you very much!" il commento di Mike al termine del brano ed in apertura del pezzo successivo: una versione accorciata di A Light That Never Comes che, vuoi per l'emozione, il momento ed il "fomento" creato a quel punto, ha coinvolto e preso davvero tutti nel pit, trascinando e convincendo con tanto di pioggia di glowstick che ha continuato imperterrita (ed un gruppo coperto di bastoncini colorati, schivati da grandi professionisti fortunatamente). Seguono Lost in the Echo (versione accorciata) ed un "pezzettino" di Crawling prima che il sestetto californiano vesta i panni della "Transformers Band" con New Divide (versione accorciata) e What I've Done eseguita per intero con un eccellente assolo esteso di Brad Delson a sottolineare la grande performance. Chester accompagna come un direttore d'orchestra il coro dei fans sul "na na na" in chiusura, quasi a volerselo godere tutto prima di ringraziare il pubblico di Milano per essere uno dei migliori della sua vita.

Il distintivo riff di chitarra di Bleed it Out da il via al gran finale, con un pezzo "da stadio" carico di energia e coinvolgimento. Una esplosione di spallate a tradimenti, rime stonate, salti indemoniati e mani alzate ha accompagnato l'esecuzione, avendo ormai tutti quanti capito che quella starebbe stata l'ultima occasione per scaricare tutte le energie rimaste, fino all'ultima goccia di sudore. Degno di nota il velocissimo ed ormai sempre più variegato assolo di batteria di Rob Bourdon che gioca con il pubblico e lo delizia con le sue rullate micidiali.

Trascinata dalla batteria, la folla arriva ad un più riposante "sing-a-long" finale, nuovamente sopra un "Lift me up / Let me go" che se ad inizio concerto suonava come un "non ne potevamo più" adesso rieccheggia come un "ne vogliamo ancora". Coro finale prolungato a dismisura da Chester a cui sembra non bastare mai il calore dei fan italiani - "the best crowd in the World, is here tonight!". Un ultimo passaggio tutti insieme che ci accompagna alla fine del pezzo.

Saluti finali, lancio di plettri, bacchette, maglietta sudata di Chester e bottigliette d'acqua di Shinoda. Un abbraccio tra i due frontman, il tempo per giocare con i fan durante il lancio dell'acqua, un Joe Hahn che si vendica giocosamente per i glowstick in faccia ed il bacio finale di Chester con "olè!" del pubblico chiudono questa fantastica esibizione.

L'epilogo

La nottata da quel momento in poi va in fade out passo passo con l'esodo di tutti i partecipanti verso le proprie case o alberghi o alloggi di fortuna per la notte. La security lascia defluire il pubblico stanco ed assetato che cerca di accaparrarsi le ultime birre o bottigliette d'acqua rimaste. Le bancarelle del merchandising vengono prese d'assalto per dare fondo alle ultime magliette promozionali ancora in vendita. Siamo stanchi, sudati ma soprattutto con ancora addosso una adrenalina che accompagnerà senza dubbio tutti i presenti ancora nei prossimi giorni.

Gli occhi si socchiudono, con la nostra schiena poggiata ai sedili dell'autobus che ci ha riportato in albergo. Ci guardiamo stanchi ma soddisfatti, con un sorriso di complicità tra perfetti sconosciuti che solo la passione per un gruppo come i Linkin Park può regalare ai suoi fan dopo un evento di questo tipo. Mentre chiudiamo gli occhi, e nella nostra testa rimbomba ancora il fragore del pubblico e scorrono le immagini di un gruppo che ha dominato il palco davanti a noi, l'unico pensiero che consola la mancanza che inizia a sopraggiungere è la speranza di rivedere presto nel nostro paese il gruppo californiano. Magari in una location più grande, attrezzata ed adatta a loro, adesso che i fan italiani hanno stabilito a gran voce il numero minimo di persone che questo evento potrebbe attirare.

 

Sicuramente una giornata che difficilmente dimenticheremo per la sua epicità e grande coinvolgimento. Grazie Linkin Park e grazie al nostro fantastico pubblico per il calore che ha reso questo concerto un GRANDE SUCCESSO!

Grazie inoltre a Diego Musardo ed Alessandro Nerazzurro che hanno registrato l'intero concerto (con una qualità sia video che audio decenti considerando che si tratta di una ripresa amatoriale) che vi proponiamo a seguire, buona visione!

Virgin Radio era la radio sponsor ufficiale dell'evento ed ha realizzato uno speciale con estratto video ed intervista oltre ad una galleria di foto dell'evento.
Foto del concerto anche da parte di VivoConcerti in questa galleria dedicata al pubblico e quest'altra dedicata all'esibizione.
Degni di nota anche i Live report realizzati da Outune.net e SpazioRock.it con altre foto all'interno.
Ringraziamo tutti gli autori dei video utilizzati per questo articolo - trovate altre foto sulla nostra pagina Facebook.

Le foto incluse nell'articolo sono state scattate dal nostro Fabio e da Giulia di Yun Creative Labs.

Invitiamo tutti voi che eravate presenti a condividere con noi (nei commenti qua sotto o sui vari social network) le vostre esperienze, ricordi, racconti oltre che foto e video che non hanno potuto trovare spazio nell'articolo. Grazie ancora di cuore per esserci stati.

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