Intervista esclusiva a Jim Louvau

Scritto da Linkin Park Italia, il 10 Aprile 2019

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Abbiamo avuto il grande piacere di intervistare in esclusiva Jim Louvau - musicista, fotografo e amico di lunga data di Chester - dopo la pubblicazione del nostro articolo riguardante la mostra fotografica svoltasi a Burbank il 20 marzo, in onore del compleanno del cantante.

jim louvau chester bennington

Jim è stato così gentile da rispondere ad alcune curiosità che avevamo, ecco cosa ci ha raccontato!

 

Ciao Jim, grazie mille per la tua disponibilità a rispondere alle nostre domande e benvenuto su Linkin Park Italia. Prima facevi il musicista. Come è nata la passione per la fotografia?

Sono ancora un musicista attivo, sono il frontman di una band metal che si chiama There Is No Us. Facciamo musica molto aggressiva e mi aiuta a tirare fuori l’energia che altrimenti terrei repressa. Sono entrato nel mondo della fotografia grazie al mio amore per la musica: ai concerti, invece di comprare magliette come tutti, volevo catturare l’energia e le sensazioni dello show senza dovermi preoccupare di vestire e lavare qualcosa continuamente per i due anni successivi.

Il giorno del compleanno di Chester hai organizzato una mostra fotografica in suo onore, per celebrarlo. Con quale criterio hai scelto le foto?

Ho tantissime foto di Chester, fatte sia sul palco che agli shooting per molti anni, quindi mi sono dovuto affidare all’istinto, scegliendo le foto che mi eccitavano di più. Volevo anche includere materiale che sapevo che sarebbe interessato ai fan. Inoltre ho voluto inserire anche qualcosa riguardo le sue campagne di beneficenza. Il restituire era importante per lui.

Durante la mostra hai incontrato centinaia di fan venuti per celebrare Chester. Hai un ricordo più bello di quel giorno o c’è qualcosa che ti ha colpito in particolare?

I fan sono stati fantastici e prima della mostra ero un po’ nervoso sulle loro reazioni perché alcune foto sono davvero grandi e realistiche. Sapevo che sarebbe stato emozionante per tutti, ma ho fatto del mio meglio per mettere le persone a proprio agio e per rendere l’evento una celebrazione della sua vita. Ho raccontato degli aneddoti a quelli che chiedevano qualcosa riguardo alcune foto nello specifico, mentre loro mi hanno raccontato di quando hanno incontrato Chester. È stato emozionante vedere alcuni fan con le mie foto tatuate sui loro corpi. Una persona ne aveva uno sul braccio fatto proprio quel giorno e aveva ancora la plastica sopra.

Se dovessi descrivere Chester con tre foto, quali sarebbero?

Questo è il Chester che conoscevo meglio. Il suo sorriso e la sua personalità risplendono in questa foto.

chester bennington

Questo è il lato concentrato e malinconico di Chester. Questa foto è diventata iconica ed una delle sue foto più riconoscibili tra tutte quelle che gli sono state fatte.

Questo è il lato “animale da palcoscenico” di Chester. È sempre stata la sua caratterista da performer che preferivo.

Con la tua macchina fotografica sei riuscito a catturare e rendere eterni tanti attimi della vita di Chester. C’è un’emozione, un aspetto o un tratto di lui che amavi particolarmente fotografare?

Per tutti gli anni in cui abbiamo fatto foto insieme, sinceramente non pensavo moltissimo all’immagine mentre ci lavoravamo. Si trattava più del fare foto ad un mio amico, che tra l’altro mi prendeva sempre in giro dicendo “Non capisco come mai ti piaccia farmi così tante foto, visto che ho solo due espressioni”. Il che era anche vero quando si trattava di ritratti, ma sapevo di poter catturare diversi suoi lati continuando a scattare. Scherzavamo così tanto durante gli shooting che era difficile estrapolare una sensazione seria.

Raccontaci qual è la cosa più divertente successa ad uno shooting con Chester!

Non posso raccontarvi la cosa più divertente successa durante uno shooting, anche se ho un video di quello che è successo [ride, ndr]. Posso però raccontare una storia divertente successa durante un concerto. Ogni volta che Chester mi vedeva fare foto o anche solo nel pubblico, veniva sempre vicino a fare facce divertenti, oppure mi indicava nella folla. A Phoenix, nel 2011, io e mia moglie eravamo nel pubblico, lontano dal palco e durante “Crawling” Chester ci ha indicato e salutato, ma poi ha dimenticato di iniziare a cantare la seconda strofa!

Sappiamo che parte del ricavato della mostra è stato devoluto a 320 Change Direction e per questo ci teniamo a ringraziarti. Secondo te in che modo la fotografia potrebbe aiutare nella lotta allo stigma?

Voglio continuare a raccogliere fondi per 320 Changes Direction nel futuro con mostre (se ne avrò la possibilità) e stampe perché, dopo la scomparsa di Chester, moltissime persone che ignoravano l’importanza della sensibilizzazione sul benessere mentale ora capiscono che è un problema serio. Se questo fa la differenza anche solo per una persona, allora è un grande passo avanti. Creare arte in ogni campo può combattere la depressione e altre malattie simili. Molti grandi artisti del passato e del presente sono anime torturate e la creatività è uno strumento per combattere questi demoni.

Dalle tue ultime dichiarazioni hai parlato di replicare la tua mostra. Stai concretamente pensando di fare una mostra itinerante in giro per il mondo oppure hai mai pensato di farne il libro fotografico?

Questa è una domanda che mi fanno quasi ogni giorno da quando ho annunciato la mostra a Los Angeles. Sono aperto all’idea di farne altre perchè so quanto significhi per i fan e mi darebbe anche la possibilità di raccogliere più denaro. Queste mostre non sono semplici da organizzare e trasportare foto così grandi senza danneggiarle è ancora più difficile. Detto questo vorrei farne qualcun’altra negli Stati Uniti quest’anno e poi continuare. So che anche i fan d’oltreoceano vorrebbero vedere la mostra, quindi forse bisognerebbe trovare un luogo abbastanza centrale come location. Prima di pensare ad un libro voglio esplorare la possibilità di fare più mostre.

 

----- ENGLISH VERSION -----

We had the pleasure to have a exclusive chat with Jim Louvau - musician, photographer and lifelong friend of Chester - after we published our article regarding the photo exhibit he did in Burbank on March 20th, to celebrate Chester’s 43rd birthday.

Jim was kind enough to answer to our questions, here you can find what he told us!

 

Hi Jim, welcome to Linkin Park Italia! First of all, thank you for your courtesy to answer our questions. You used to be a musician. How did you get into photography?

I am actually still an active musician and I front a metal band called There Is No Us. It's very aggressive and helps me get out pent up energy. I got into photography because of my love for music, instead of buying a t-shirt from a concert like everyone else I wanted to capture the energy and vibe of a show and not have to worry about wearing it out of two years worth of washes.

On Chester’s birthday you organized a photo exhibit in his honor, to celebrate his life. What criteria you chose to pick up the pictures to showcase?

I have so many photos of Chester from working with him on and off the stage for so many years that I basically just had to go with my instinct right away with images that excited me. I also wanted to include some stuff that I knew fans have shown interest in. I did, however, want to include some of the charity work that he did as well. Giving back was important to him.

During the exhibition you met hundreds of fans who came to honor Chester. Which is your favorite memory of that day or is there something that highly impressed you?

The fans were great and beforehand I was honestly a little nervous of how they'd react to the exhibit because some of these images were so huge and life-like. I knew it would be emotional for everyone attending but I tried to do my best to make people feel comfortable and make the events a celebration of his life. I shared stories with people who asked about specific photos and fans shared stories with me whether they had met Chester or not everyone had a great memory to share. I was really taken back when fans would show up with tattoos of my photos on their bodies, there was one fan who had just gotten one of my photos tattoed on his arm that day and it still had plastic on it.

If you had to describe Chester through three photographs, what would they be?

 

This is the Chester that I knew the most, his smile and personality shine through in this image.

chester bennington

This is the focused yet melancholy side of Chester. This photo has now become iconic and is one of the most recognizable photos ever taken of him. 

This is the beast mode side of Chester on stage, this was always my favorite characteristic of him as a performer.

With your camera you have been able to catch and perpetuate a lot of moments of Chester’s life. Is there an emotion, one thing or one trait of him that you loved to capture the most?

Over the years that we made these photographs together, I honestly didn't put a ton of thought into what the images as we created them. It was more just me taking photos of my friend, he did, however, use to joke with me saying "I don't know why you like taking photos of me you know I only have two looks." Which was kind of true when it came to portraits but I knew if I just kept snapping away I could capture a different side of him. We joked around so often when we did photoshoots that it was hard to get a serious vibe from him.

Tell us the funniest thing that happened during a shooting with Chester, please!

I can't share the funniest story during a shoot but I do have a video of it haha. I do have a funny story about a live show that I can share. Whenever Chester would see my shooting or even in the crowd he would always come over and make a funny face at me or point at me in the crowd. In 2011 in Phoenix, my wife and I were standing pretty far back in the crowd and during "Crawling" Chester pointed at us and said hello then he forgot to come in during the second verse.

We know that part of the proceeds from your photo exhibit have been devolved to 320 Changes Direction, and we would like to thank you for that. According to you, how photography could help to fight the mental health stigma?

I plan to continue raising money for 320 Changes Direction through possible future exhibits and prints because in light of Chester's passing a large part of the population who didn't know the importance of mental health awareness now understands it's a real issue. If it makes a difference for even one person that's a huge step in the right direction. Creating art in any medium can help fight depression and mental illness, some of the greatest artists past and present are toured souls and creativity is a tool to fight those demons.

From your most recent statements you talked about doing a few more of this photo exhibit. Are you seriously thinking about making it a travelling exhibition around the world or have you ever thought about making a photo book of it?

This is a question that I got almost every day since I announce the Los Angeles exhibits. I am open to the idea of doing more as I know how much it means to the fans and it also gives me a chance to raise more money. These shows aren't easy to put together and getting these massive photographs from place to place and keeping them from getting damaged is even harder. With that said I'd like to do a couple more in the states this year and go from there. I know the fans overseas would love to see the exhibit as well so maybe looking into a centralized location to do it might be something to look into. Let's get through these exhibits before we explore a book idea. 

 

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