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Nome album: Hybrid Theory Data di uscita: 24 Ottobre 2000 Durata totale: 37 min 20 sec Numero di tracce: 12 Prodotto da: Don Gilmore |
Descrizione
È il primo album in studio. Venne pubblicato il 24 ottobre 2000 e vendette oltre 20 milioni di copie. Fu prodotto da Don Gilmore, già al timone di Good Charlotte, Sum 41 e Pearl Jam. Tutte le canzoni, ad eccezione della strumentale Cure For The Itch, mescolano hip-hop e rock, seguendo la scia di molti gruppi Crossover degli anni in cui l'album venne realizzato ma innovando il "genere" e proponendo uno stile unico per la Band Californiana, molte volte definito come Nu-Metal, definizione ripudiata dalla band stessa che non ama definirsi o etichettarsi. Appena uscito questo CD venne disprezzato dalla critica, ricevendo voti mediocri e finendo nella generalizzazione musicale. Fortunatamente i fan, coloro che videro la band in concerto e coloro che seguirono le uscite di singoli e video non l'hanno pensata allo stesso modo, portando ben presto (all'inizio del 2001) la band ai vertici delle classifiche si vendita e non solo, rendendoli una delle band più amate di sempre. L’album ha infatti vinto ben dieci dischi di platino e un disco d’oro, divenendo in assoluto il più venduto della band ed uno dei dischi d'esordio più venduti nella storia della musica. Come dice spesso la band: i nostri fan sono i migliori del mondo ed è solo grazie a loro che siamo quel che siamo. Secondo molti questo album è il più riuscito ed il meno commerciale della band, con uno stile davvero unico e che la band non è più riuscita a riproporre nelle sue evoluzioni e sperimentazioni musicali.
Curiosità
Il titolo dell'album è stato anche il nome del gruppo tra il 1998 e l'inizio del 1999, dopo che gli Xero si erano aggregati a Chester Bennington. Fu poi cambiato alla fine del 1999, poco dopo la firma per la Warner e per problemi di copyright con gli inglesi Hybrid. Si tratta del primo lavoro ufficiale dei Linkin, prodotto da Don Gilmore e per la Warner e fu registrato senza Phoenix al basso, qui suonato da Ian Hornbeck, da Brad Delson e da Scott Koziol (che apparve nel video di "One Step Closer" diretto da Gregory Dark). Quasi tutte le sue canzoni mescolano metal ed hip hop. Il primo prevale leggermente in pochi brani, tra cui "One Step Closer" e "Runaway". Hybrid Theory contiene, inoltre, la strumentale "Cure For The Itch". Molte tracce dell'album sono rifacimenti di vecchi brani demo, incisi dal gruppo dal 1997 al 1999. All'inizio, la lista tracce di Hybrid Theory comprendeva anche il rifacimento di "High Voltage" (da Hybrid Theory EP, del 1999). Il brano fu però scartato, e poi divenne tra i più scaricati presso il loro fan club ufficiale, Linkin Park Underground. La canzone più nota dell'album è "In The End", per molte settimane ai vertici delle classifiche americane e non il quale videoclip, diretto da Joseph Hahn e Nathan "Karma" Cox, fu premiato come "Miglior Video Rock" agli MTV Video Music Awards del 2002. Un altro singolo, "Crawling", ha vinto un Grammy come Best Hard Rock Performance nello stesso anno.
Special Edition
Esiste una Special Edition che comprende un Disc 2, con la seguente tracklist:
- Papercut (Live, Docklands Arena, Londra)
- Points Of Authority (Live, Docklands Arena, Londra)
- A Place For My Head (Live, Docklands Arena, Londra)
- My December
- High Voltage
Singoli estratti
- One Step Closer
- Crawling
- Papercut
- In The End
- Points of Authority (non è mai uscito il singolo ma solo il video)
Tracklist
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